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Emergenza rifiuti in Sicilia

Rifiuti, Roghi a Palermo. La Cgil: «Tragedia annunciata»

Antonio Riolo: «Si vuole creare l'emergenza per giustificare la logica del commissariamento»

Fuoco sui rifiuti. Brucia ancora la spazzatura a Palermo. Succede per la terza notte consecutiva come segno di protesta da parte dei cittadini contro la mancata raccolta. Sono stati almeno una ventina gli interventi dei vigili del fuoco, soprattutto nei pressi della stazione centrale, ma anche vicino al Policlinico, proprio come la notte precedente a Brancaccio. Qui ieri sera si sono registrati attimi di tensione al momento dell'arrivo dei mezzi dell'Amia. «Questa è una tragedia annunciata – dice all'Ami Antonio Riolo, esponente regionale della Cgil . È da anni che la gestione dei rifiuti a Palermo, e in tutta la Sicilia, è un combinato micidiale di malgoverno, cattiva amministrazione e tentativi affaristici che ruotano intorno ai termovalorizzatori». Ascolta l'intervista audio ad Antonio Riolo

Palermo. Fumo, diossina, rifiuti. Per la terza notte ad illuminare la città ci sono stati i roghi della spazzatura. «Questa è una tragedia annunciata – dice all'Ami Antonio Riolo, esponente regionale della Cgil. È da anni che la gestione dei rifiuti a Palermo, e in tutta la Sicilia, è un combinato micidiale di malgoverno, cattiva amministrazione e tentativi affaristici che ruotano intorno ai termovalorizzatori». Ma al danno, come spesso succede, si accompagna la beffa. «L'Amia (l'azienda che gestisce il servizio di igiene della città) – spiega Riolo all'Ami – era piena di debiti, eppure si occupava della raccolta differenziata dei rifiuti a Dubai senza dare conto della voragini dei conti nella stessa azienda. La Tarsu, inoltre, è aumentata del 75%». Si paga, dunque, e ad un caro prezzo un servizio che non esiste.


150 milioni di euro: a questo ammonta il debito dell'Amia. La Procura di Palermo ha aperto un'inchiesta sulle spese sostenute dagli ex dirigenti dell'azienda. Per Vincenzo Galioto, prima presidente del consiglio di amministrazione e ora senatore del Pdl, c'è una richiesta di rinvio a giudizio.


«Palermo sommersa di rifiuti e Messina dal fango sono la metafora delle gambe corte della cattiva politica» dice l'esponente della Cgil che esprime preoccupazione: «Quello che temo è che si voglia creare l'emergenza per giustificare la logica del commissariamento. È una spirale perversa. Voglio ricordare che la Sicilia esce da nove anni di commissariamento sui rifiuti. Totò Cuffaro ha creato l'Arra, Autorità della Regione Siciliana di regolazione dei servizi idrici, dei servizi di gestione integrata dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati, che ora sarà sciolta».


L'Arra, leggiamo sul sito, è nata nel 2005 e ha personalità giuridica pubblica. Tra i suoi obiettivi: «Assicurare una efficiente, efficace e coordinata gestione dei rifiuti e delle acque in Sicilia». Obiettivo mancato a spese, ancora una volta, dei cittadini.


Il piano di rifiuti va riscritto e in tempo. «Tra due anni le discariche si esauriranno e allora, non vorrei, che il modello di riferimento sarà la Campania: emergenza, Bertolaso, commissariamento e così si saltano tutti i livelli democratici» questo il timore dell'esponente della Cgil.


Intanto gli Ato (Ambiti Territoriali Ottimali) affondano nei debiti. «Gli Ato sono stati un deposito solo di politici non rieletti nelle cariche istituzionali – commenta Riolo. Un'operazione politico-affaristica di pessimo gusto i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti. Il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo ha detto che li limiterà, uno per provincia più uno per le isole minori. Raffaele Lombardo - dice Ruolo - dichiara che il decreto c'è. Ma lui è solo un incantatore di serpenti e i cittadini non vogliono più essere incantati».

(sabrina pisu)2009-10-07 11:00:08
Fonte foto: Daniele Butera

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