Login | Home | Foto | Servizi | Clienti | Produzioni

Multimedia

video non presente video non presente audio non presente foto

Rifiuti. Accordo raggiunto alla Regione Lazio La sinistra sottoscrive il piano

Introdotte alcune modifiche al piano regionale sui rifiuti. Verdi e Prc hanno sottoscritto il pacchetto di proposte presentate dal presidente Piero Marrazzo. Stralciata dal testo la parte riguardante gli impianti di smaltimento a Civitavecchia. Fissato al 2012 il traguardo del 50% della raccolta differenziata.

«Stralcio di tutti i progetti riguardanti Civitavecchia, modifiche su percentuale di raccolta differenziata, riduzione a monte dei rifiuti e incenerimento del cdr soltanto nei siti adeguati». Sono queste, secondo quanto riferisce il consigliere regionale del Prc, Enrico Luciani «... le modifiche all'integrazione del piano rifiuti che hanno permesso di raggiungere un accordo nella maggioranza alla Pisana».

«Questa mattina il commissario delegato per l'emergenza dei rifiuti nel Lazio, Piero Marrazzo - precisa Enrico Fontana, capogruppo dei Verdi - ha firmato il decreto numero 24 riguardante i punti di modifica del piano sui rifiuti concordati ieri sera nella conferenza dei capigruppo». Punti che vengono illustrati ancora dal consigliere Luciani: «Stralcio totale di tutti gli impianti previsti per Civitavecchia, aumento della percentuale della raccolta differenziata dal 44,5% al 50% entro il 2012, riduzione a monte del 6% dei rifiuti, ma soprattutto limitazione dell'utilizzo del Cdr (combustibile da rifiuto)soltanto in impianti adeguati. Sparisce così dal piano rifiuti il riferimento all'utilizzazione di cementifici e centrali». Quanto a Civitavecchia ancora Fontana: «Ogni decisione riguardante la città verrà presa nel momento in cui la regione Lazio tornerà in ordinaria gestione dei rifiuti».

Linee guida del piano

La raccolta differenziata resta un obiettivo del piano di commissariamento. La previsione è un lento e progressivo smaltimento che arrivi, nel 2012, al 44,50% del totale. Il trend proposto prevede il 17,80% nel 2008; 24,03% nel 2009; 31,15% nel 2010 e 35,60% nel 2011, per un totale di rifiuti solidi urbani differenziati di 5.176.394 tonnellate. Nel 2012 infine, crescita della differenziata al 50% e riduzione a monte del 6% del totale dei rifiuti.

Gli impianti cdr e rsu sono a questo proposito determinanti. Quattro gli impianti previsti nel piano da autorizzare per il trattamento meccanico biologico dei rifiuti: a Bracciano impianto di preselezione e riduzione volumetrica di rifiuti solidi urbani (rsu) e produzione di cdr (combustibile da rifiuto) per 100 mila tonnellate annue; a Colleferro impianto di preselezione e riduzione volumetrica dei rifiuti e produzione di cdr per 100 mila tonnellate annue; a Latina impianto di preselezione e riduzione volumetrica di rsu e produzione di cdr per 135 mila tonnellate annue; a Guidonia impianto di preselezione e riduzione volumetrica di rsu e produzione di cdr per 140 mila tonnellate annue».

Ai centri annunciati nel piano si aggiungono agli otto già presenti in regione: Colfelice, Cecchina di Albano Laziale, Roma (Malagrotta 1 e 2 , Roccacencia, Salaria) e Viterbo. Si potrebbe «... poi aggiungere un ulteriore impianto a Paliano, attualmente utilizzato per riprocessare la frazione secca proveniente dall'impianto di Colfelice». In tutto la capacità di trattamento dei rifiuti solidi urbani sarebbe di 2.015.000 tonnellate all'anno, ma la Regione annuncia un'insufficienza delle strutture. Con questi impianti si creerà comunque «un deficit di 211.170,36 tonnellate annue di rifiuti fino al 2012. Deficit che si registra nelle città di Roma, Latina, Civitavecchia e Colleferro, per le quali il piano prevede l'attuazione di ulteriori impianti per la produzione di Fos (frazione organica stabilizzata) o l'ampliamento degli impianti già esistenti.

Per quanto riguarda i temovalorizzatori essi saranno 4 e andranno a pieno regime entro giugno 2011. S. Vittore, Colleferro (una linea già in funzione), Malagrotta (un gassificatore la cui prima linea sarà attiva per fine 2008 mentre la seconda sarà attiva entro giugno 2009) e Albano (Cecchina, per il quale è in corso la fase istruttoria). 8 linee dedicate al recupero energetico del cdr, 2 linee a termovalorizzatore (2 per il gassificatore di Malagrotta, 2 per il nuovo termovalorizzatore di Albano, 2 per il termovalorizzatore di Colleferro già esistenti, e 2, per il termovalorizzatore di S. Vittore).

Ai quattro impianti per la termovalorizzazione del cdr (combustibile da rifiuti) si aggiungono quindi altri quattro termovalorizzatori per lo smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi (Ponte Malnome, Anagni, Sermoneta e Patrica).

Infine l'ampliamento delle discariche consentirà lo smaltimento di 5.674.000 tonnellate di rifiuti per la discarica di Bracciano che passerà da 25mila metri cubi di oggi a 329 mila con possibilità di ulteriore estensione fino a 1.200.000 metri cubi; Viterbo ( Ecologia Viterbo) che da 130 mila metri cubi arriverà a 850 mila con possibilità di estensione ulteriore fino a 1.500.000 metri cubi; Albano Laziale (Cecchina) da 100 mila a 500 mila metri cubi e infine Latina (Borgo Montello) dove è prevista la realizzazione di un nuovo invaso che porterà da 70 mila a 400 mila metri cubi l'attuale discarica, con aumento delle volumetrie da 160 mila metri cubi a 700 mila. Guidonia passerà da 50 mila metri cubi a 380 mila; ampliamento per 96 mila metri cubi di volumetrie per la discarica di Ponte Galeria; Piano di riordino della discarica di Colleferro (Colle Fagiolara) che aumenterà la capienza dell'attuale discarica da 50 mila metri cubi a ben 1.500.000. Seguono poi ampliamenti di discarica per: Civitavecchia (fosso del Crepacuore) che passerà da 85 mila a 288 mila metri cubi di volumetrie ai quali si aggiungerà anche una discarica a servizio dell'impianto di trattamento rifiuti (compostaggio e pirolisi) da 725.400 metri cubi. Aumento di volumetrie anche per le discarica di Cerreto Roccasecca che passerà da 700 mila metri cubi a 2 milioni con nuova discarica per ceneri inerti annessa, da 150 mila metri cubi.

Le discariche «adibite ai rifiuti pericolosi o monodedicate» saranno Gavignano, Pomezia, Roma e Civitavecchia. Per tutte, è previsto un piano di adeguamento, con una novità relativa alla discarica di Civitavecchia dettata dalla «... necessità di una discarica per rifiuti pericolosi dove smaltire le ceneri prodotte dai termovalorizzatori».

Le proteste di Prc, Verdi e Sinistra democratica
La maggioranza rischiava di arrivare al voto spaccata. Rifondazione, Verdi e Sinistra democratica hanno ottenuto un incontro urgente con il presidente della Regione e hanno chiesto sette modifiche al documento, alcune delle quali accolte.

L'opposizione non riconosce il piano
In mattinata, poche ore prima dell'inizio del consiglio regionale straordinario sui rifiuti, gli amministratori di Latina e Viterbo hanno chiesto di tornare alla gestione ordinaria del ciclo dei rifiuti dei loro territori. Nel corso della conferenza stampa indetta dai capigruppo dell'opposizione - Donato Robilotta (Sr-Pdl), Alfredo Pallone (Fi-Pdl) e Antonio Cicchetti (An-Pdl), presenti il presidente della Provincia di Latina Armando Cusani, il sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo, il sindaco di Viterbo Giulio Marini e altri amministratori dei due territori - è stato più volte ribadito che «il piano rifiuti Marrazzo in realtà non esiste, perché non è mai stato votato dal consiglio regionale» e che quindi resta valido quanto disposto dal piano regionale Verzaschi, approvato nel 2002.

Le amministrazioni di Latina e Viterbo contestano: «L'unico documento ufficiale di cui siamo in possesso - ha detto Cusani - ci è stato consegnato dal vicepresidente della giunta Esterino Montino, soprattutto per quanto riguarda i numeri dai quali parte, e le ipotesi di prospettive soprattutto per quanto riguarda la percentuale di raccolta differenziata da raggiungere entro li 2012 (50%), la mancanza di indicazioni per quegli impianti che dovrebbero poi smaltire soprattutto la parte umida del rifiuto raccolto in modo differenziato, e inoltre predetermina l'ampliamento di discariche, come quella nel Comune di Latina, a Borgo Montello, che dovrebbero invece essere considerate esaurite e che nell'arco dei prossimi due mesi getteranno soprattutto il territorio di Latina in emergenza, perché non più sufficienti».

Durante una recente visita a Ponza il commissario Marrazzo aveva annunciato «Entro il 31 dicembre 2008 spero di definire gli Ambiti territoriali ottimali (Ato) provinciali per i rifiuti. Ciò significherà che le Province, se hanno già un piano provinciale per i rifiuti, potranno attuarlo». E' il caso di Latina, che ha un piano approvato, allegato alla delibera di giunta con cui il Presidente Cusani intende promuovere un bando di evidenza europea, per la presentazione di un progetto che preveda la chiusura del ciclo dei rifiuti nel territorio provinciale. «Se verranno rispettati i criteri della Regione - ha precisato Marrazzo - le comunità potranno autodeterminarsi. Il 30 giugno termina infatti la fase commissariale per il Lazio».


La protesta dei comitati locali
Comitato Malagrotta, Fare Verde, «Occhio del riciclone», comitato contro l'inceneritore di Albano, Wwf, Rete Regionale Rifiuti: sono queste le associazioni giunte questa mattina presto all'ingresso del consiglio regionale del Lazio in occasione della presentazione del piano del commissario. L'opposizione dei comitati riguarda in particolare l'inceneritore di Albano e la discarica di Malagrotta.

«La localizzazione di Albano è inaccettabile – protesta il comitato contro l'inceneritore dei Castelli - perché rende eterna la servitù in discarica presente nel territorio da 30 anni con danni gravissimi alle falde, è collocata in area privata acquistata da Cerroni ed è ubicata in un'area densamente popolata».

«Si tratta di un inceneritore di 40 mega watt che Cerroni dice essere il più grande del mondo. Il comignolo dell'impianto sarà alto due volte il ponte di Ariccia, 120 metri. Sarà un mostro visibile da tutti i Castelli Romani tranne che da Marino. E c'è la possibilità che questo enorme comignolo si potrà vedere persino dall'isola di Ponza», commenta Armando Malizia, portavoce del comitato «Salute e ambiente» di Cancelliera. «L'impianto - aggiunge - avrà a ridosso tra le 5 e le 6 mila abitazioni, con oltre 40mila persone nel circondario. Marrazzo non ha tenuto conto che ci sono comunità che lì vivono e che ci sono importanti culture ortofrutticole, basti pensare alle produzioni dei vini doc dei Castelli».

Pietro Luppi portavoce di «Occhio del riciclone» afferma «introducendo la raccolta differenziata “porta a porta” basterebbe un mese per raggiungere obiettivi di differenziata superiori al 60%. E dal dibattito ci sbalordisce l'assenza del riuso».


La provincia di Roma punta sulla raccolta “porta a porta”
Cinquantotto milioni di euro da investire nei prossimi 4 anni per raggiungere gli obiettivi previsti dal Piano Operativo sulla raccolta differenziata nei 120 comuni della Provincia, (ad esclusione di Roma) . Raccolta differenziata al 35% entro il 2009; al 51% entro il 2011 e riduzione della produzione di rifiuti del 5% entro il 2015. Cuore del programma la raccolta differenziata “porta a porta”.
Questa la strategia di Palazzo Valentini presentata in mattinata dal presidente Nicola Zingaretti e l'assessore provinciale all'Ambiente, Michele Civita, al presidente della Regione. «Un'ottima base di partenza - ha commentato Marrazzo - Sosterremo il piano provinciale attraverso politiche volte ad allocare fondi per infrastrutture destinate alla raccolta differenziata e al porta a porta, per il quale la Regione ha già stanziato in questi anni 30 milioni di euro». Il presidente della Provincia da parte sua ha espresso piena soddisfazione e ha definito il Piano regionale «ottimo e utile. È giusto che ognuno faccia il proprio dovere - ha aggiunto Zingaretti - e che gli enti locali si assumano le proprie responsabilità».

Palazzo Valentini stanzierà nel triennio 2008-2010 17 milioni di euro, mentre alla Regione Lazio verrà chiesto un contributo di 32 milioni di euro di cui 19 destinati all'impiantistica. Una cifra «realistica», secondo i rappresentanti di Palazzo Valentini, tenendo conto che la Regione Lazio ha già stanziato 40 milioni di euro per la raccolta differenziata ''porta a porta'', ai quali si sommeranno 10 milioni contenuti nel prossimo Bilancio. La raccolta ''porta a porta'' è tra gli strumenti cui punta Palazzo Valentini che inoltre vuole colmare «il gap sull'impiantistica». Il territorio provinciale ha infatti un solo impianto di compostaggio situato a Maccarese. Nei progetti si prevede la costruzione di un nuovo impianto ad Anguillara con 1 milione di euro, e due ad Olevano e Mandela, con 800 mila euro.(sara sartori)2008-06-24 16:55:12
Fonte foto: (ami)

Condividi

| | | More

Commenta