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Rifiuti. Operai campani degli impianti CDR revocano lo sciopero

Con un comunicato i sindacati hanno revocato lo sciopero dei lavoratori degli impianti Cdr della Campania indetto per domani. Convocati per mercoledì, Bertolaso ha chiesto loro di revocare l'astensione dal lavoro che avrebbe aggravato lo smaltimento dei rifiuti nella regione.

Le organizzazioni sindacali di categoria, Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil regionali, hanno reso noto di aver revocato lo sciopero degli addetti degli impianti ex Cdr della Campania, a seguito della convocazione ad un incontro che si terrà il prossimo 18 giugno con il sottosegretario con delega ai rifiuti Guido Bertolaso. «Lo sciopero è stato indetto da due settimane ma solo oggi è arrivata la disponibilità dal sottosegretario Bertolaso di ricevere le rappresentanze sindacali», ha fatto notare Vincenzo Argentato della FIOM Campania. Dagli uffici di Bertolaso hanno fatto sapere che solo oggi si sono autorevolmente insediati, in quanto ieri è scaduto il mandato di Gianni De Gennaro.


Il comunicato dei sindacati con cui veniva indetto lo sciopero, denuncia carenza nelle «capacità operative dei singoli impianti che perdono giorno per giorno consistenza per l’assoluta mancanza di interventi di manutenzione più volte sollecitati dalle scriventi OO.SS.», lo stesso comunicato denuncia inoltre le precarie «condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori addetti agli impianti», che “seguono la sorte degli impianti stessi nell’assoluto disinteresse di tutti, cosa più volte denunciata in tutte le sedi commissariali, istituzionali e aziendali».

Sempre nel comunicato i sindacati fanno notare che a loro avviso «... la soluzione del problema non può passare attraverso lo smantellamento dei CDR, unico anello del ciclo integrato di smaltimento dei rifiuti entrato in funzione, e condannato all’inefficienza dalla mancata attuazione della restante parte del ciclo» di smaltimento; sottoliniano «che a tal riguardo bisogna, invece, attuare il piano integrato del ciclo dei rifiuti con una seria e generalizzata raccolta differenziata dei rifiuti e con relativa diminuzione dei rifiuti prodotti». I sindacati nel comunicato indicano che inoltre bisogna «accelerare la costruzione del termodistruttore di Acerra contestualmente ad un massiccio intervento di bonifica dei suoli avvelenati da anni di incuria, mancati controlli e talvolta connivenze che hanno consentito enormi profitti ad entità e soggetti estranei alla civiltà; così come – indispensabile sarebbe secondo i sindacati -la realizzazione di impianti per il trattamento dell’umido attualmente inesistenti».

Per le associazioni di categoria degli operai degli impianti di CDR «il fatto che tutto ciò non sia stato realizzato non significa che bisogna passare ad altre soluzioni che prevedono lo sperpero delle enormi quantità di danaro pubblico spese per la realizzazione degli impianti di CDR, anche in considerazione del fatto che altre regioni utilizzano il sistema dei CDR, ed altre si accingono a realizzarlo (vedi regione Lazio), evidentemente sistema che se attuato in tutte le sue parti è efficace per la produzione di combustibile da rifiuti a norma», così come prevedono le direttive della comunità europea.

Queste saranno le considerazioni in merito alla crisi dei rifiuti e al decreto del governo Berlusconi che i sindacati esporranno al sottosegretario Bertolaso mercoledì.(alessandro di rienzo)2008-06-12 18:26:12
Fonte foto: (ami)

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