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Scontri alla Sapienza. Confermati gli arresti per tre dei fermati.

Iniziato il presidio davanti all'Università la Sapienza. Arresti domiciliari per tre delle sei persone arrestate ieri dopo l'aggressione avvenuta in Via de Lollis, alla Sapienza. Uno dei collettivi universitari e due dei movimenti di destra. Lo ha stabilito nel corso del processo per direttissima tenutosi ieri mattina al tribunale di Roma, il giudice Luciano Pugliese.


Mercoledì 28 maggio 2008


Sono stato confermati gli arresti domiciliari per due dei quattro appartenenti alla destra e per uno dei due fermati dei collettivi di sinistra. Libertà per gli altri tre.

L'ufficio stampa di Forza Nuova ha annunciato: «La segreteria nazionale di Forza Nuova esprime forte vicinanza ai ragazzi aggrediti dai collettivi alla Sapienza, ed individua nei vertici universitari i responsabili morali dell'accaduto. Se i vertici universitari stessi non si fossero fatti impressionare dalle pressioni dei collettivi per revocarci un'autorizzazione - aggiunge - ovvero quella di tenere un convegno sulle foibe in precedenza concesso, il clima non si sarebbe arroventato. Ma è evidente che il rettore ed il prorettore sono in completa balia della sinistra più intollerante. Ci auguriamo che il ministro Gelmini prenda provvedimenti contro chi, anziché difendere il diritto di tutti gli studenti alla libera espressione, copre e protegge poche frange di estremisti di sinistra». Nella nota si legge ancora: «Noi ci siamo sempre mossi con diplomazia e cautela, e ci siamo difesi in quanto aggrediti. Presto annunceremo l'indizione di una manifestazione contro chi si comporta in maniera antidemocratica e per la tutela del nostro diritto di espressione».

12.40
Il processo per i sei fermati è iniziato da circa un'ora. Al momento sono stati interrogati i due studenti appartenenti ai collettivi antifascisti. Ora verranno sentite le testimonianze dei quattro fermati del movimento di destra, Lotta Universitaria.

Fuori dal tribunale duecento studenti dei collettivi universitari solidarizzano con i due compagni fermati. Roberto Fiore, deputato al parlamento europeo e leader di Forza Nuova, ha raggiunto il Tribunale e dichiarato che i veri aggrediti sono stati i ragazzi di destra.


In mattinata presso l'Università c'è stata la contestazione al preside della Facoltà di Lettere Guido Pescosolido, che aveva autorizzato il convegno sulle foibe alla presenza del leader di Forza Nuova Roberto Fiore, autorizzazione poi revocata dal rettore pro tempore dell'Ateneo della capitale.

Intanto è in corso il processo per direttissima delle sei persone arrestate ieri dopo l'aggressione avvenuta in Via de Lollis, uno degli ingressi secondari dell'Ateneo romano. Fuori dalla città giudiziaria, controllati da un ingente schieramento di forze dell'ordine, stazionano un centinaio di giovani di sinistra in attesa del processo. Ad attendere notizie sulla convalida c'è anche Roberto Fiore, leader di Forza Nuova. «Da come risulta da foto della Digos e dalle indagini svolte - ha detto Fiore - i nostri quattro ragazzi sono stati aggrediti da venti persone e non gli si può ascrivere il possesso di mazze e di altri oggetti». Fiore ha aggiunto che i quattro giovani di estrema destra erano arrivati a bordo di una macchina in via De Lollis poiché uno di loro, Fiorucci, aveva un appuntamento con un funzionario dell'ufficio del Rettorato in merito all'annullamento di un convegno sulle foibe. «Forza Nuova - ha aggiunto il suo leader - si farà garante affinché si diffonda nella città di Roma un clima di massima tranquillità. Non possiamo tuttavia tollerare un'isola, l'università, in cui la legge viene imposta da un gruppo di persone che decide se può essere invitato il Papa e che decide chi può parlare o meno».
Il reato contestato ai sei è di rissa aggravata, anche se due di loro risultano tra gli aggrediti. Quattro degli imputati appartengono infatti all'organizzazione di estrema destra Forza Nuova - tra cui Martin Avaro, 27 anni, responsabile della sezione di piazza Vescovio e coordinatore provinciale di Forza Nuova - mentre gli altri due appartengono ai collettivi studenteschi di sinistra.
L'aggressione si è verificata mentre gli studenti affiggevano dei manifesti proprio contro Forza Nuova, che aveva in programma un convegno all'Università sulle foibe, convegno prima autorizzato e poi rifiutato. I giovani sono stati aggrediti, secondo quanto riferito, dai quattro forzanovisti scesi da una macchina con spranghe e catene. Ne è seguita una rissa, che ha portato sette persone in ospedale.


Il fatto
Feriti e scontri nella tarda mattinata di fronte l'Università “La Sapienza” di Roma. Alcuni studenti di sinistra, appartenenti ai collettivi, sono stati aggrediti in via De Lollis da parte di militanti di "Lotta universitaria" fantomatico collettivo di destra nato dal nulla e aderente a Forza Nuova. «Stavamo davanti all'Università ad attaccare i nostri manifesti dopo che per tutta la notte Forza Nuova aveva attaccato i suoi - ha detto uno studente dei collettivi - All'improvviso è arrivata una macchina e sono scese cinque persone, tra i trenta e i quarant'anni, armate di spranghe e coltelli. È scoppiata una rissa che è durata almeno 10 minuti. Un nostro compagno è stato accoltellato e altri si sono ritrovati con la testa spaccata».

I feriti
Attualmente sono ricoverati al Policnico Umberto I° cinque persone con ferite provocate da corpi contundenti. Quattro di loro appartengono ai collettivi di sinistra e uno al gruppo di destra. La polizia, intervenuta sul posto insieme ai carabinieri e al 118, ha operato almeno due fermi. In questura si segnala che i feriti sono stati soccorsi da operatori del 118 e portati in ospedale in ambulanza. Questo pomeriggio in prefettura gli interrogatori dei testimoni oculari del fatto.

Gli arresti
Sono sei gli arrestati e dalla Questura, si fa sapere che sono tutti già noti alle forze dell'ordine. bavi@libero.itiene anche confermato che quattro di loro sono legati a movimenti di estrema destra, mentre due fanno parte dei collettivi universitari .

Le iniziative
Dopo l'accaduto si è svolta alla facoltà di Lettere un'assemblea partecipata da circa 200 studenti. Obiettivo organizzarsi per dare una risposta chiara a quanto avvenuto. Gli studenti chiedono le immediate dimissioni del preside di facoltà Guido Pescosolido, responsabile di aver autorizzato un'iniziativa di Forza Nuova sulle foibe alla quale avrebbe dovuto partecipare il leader di estrema destra Roberto Fiore. Inoltre sono state decise le iniziative da tenere nei prossimi giorni. Oggi pomeriggio si svolgerà un corteo all'interno delle mura universitarie mentre per domani alle 11.00 è prevista un'altra assemblea nella facoltà di Lettere alla quale sono invitati anche i professori. Infine giovedì, data nella quale avrebbe dovuto tenersi l'incontro promosso da Forza Nuova, verrà mantenuto un presidio sempre davanti la facoltà di Lettere.
Circa l'accaduto è intervenuto il prorettore dell'ateneo Luigi Frati dicendo: «...sono fatti di un'enorme inciviltà. Uno la può pensare come vuole politicamente, ma non si può aggredire qualcuno solo perché attacca dei manifesti». Il prorettore poi ha fatto riferimento al divieto dell'iniziativa targata Forza Nuova arrivato dopo l'occupazione della presidenza di facoltà da parte dei collettivi della sinistra: «Non si può che deplorare chi si avvale della violenza invece che del dialogo e, a questo punto, ritengo di aver fatto bene a revocare la manifestazione di domani, che evidentemente si prestava a scopi diversi da quelli culturali che venivano indicati inizialmente. La dimostrazione l'abbiamo avuta oggi».

Le reazioni
Reazioni all'aggressione di oggi alla Sapienza sono arrivate sopratutto dai partiti di sinistra. Paolo Ferrero, del Prc, ha detto: «A Roma una cosa è certa: siamo in piena emergenza sicurezza. Il motivo però non è quello avanzato dalle destre come dal Pd, ma molto più tragico: l'emergenza è data dalle violenze e dai raid dei fascisti. Lo Stato, il ministro dell'Interno, le forze di polizia e il Comune devono intervenire immediatamente: i fascisti e le loro squadracce devono essere subito isolati». Anche la segreteria nazionale del Pdci «esprime la sua più viva preoccupazione e condanna con forza l'ennesimo atto di stampo fascista avvenuto a Roma alla Sapienza». In un comunicato, la segreteria dei Comunisti italiani sottolinea che «a Roma, dopo la vittoria di Alemanno, fatti del genere si stanno susseguendo quotidianamente ed hanno sempre, come obiettivo, immigrati, gay e giovani di sinistra. Un'escalation inquietante di rigurgiti di violenza fascista. Ai ragazzi feriti, ai loro compagni ed ai familiari va la solidarietà piena del Pdci». Flavia D'Angeli, portavoce di "Sinistra Critica", in ha condannato l'aggressione che si è verificata alla Sapienza: «Ancora un'aggressione fascista, l'ennesima da quando il governo Berlusconi si è insediato. Stavolta all'Università contro quegli studenti colpevoli di condurre una battaglia politica e che molti vogliono riportare all'ordine. Come si vede gli allarmi che avevamo lanciato contro l'estremismo di destra e fascista, l'unico davvero in circolazione, non erano esagerati».

Appresa Ia notizia, i docenti dell'Ateneo Federato delle Scienze Umane delle Arti e dell'Ambiente, condannano «ogni atto di intolleranza e di violenza» e «auspicano che le autorità preposte individuino rapidamente i responsabili e procedano a norma di legge per garantire la sicurezza e la piena agibilità della vita democratica e civile». Luigi Frati, pro-rettore vicario dell'Università La Sapienza ha dichiarato che «in relazione ai fatti odierni accaduti in Via De Lollis ed al coinvolgimento che ne deriva comunque alla vita universitaria, il Rettore Prof. Guarini ribadisce la linea di garanzia che l'Università ha come confronto libero e civile delle idee». «Proprio per diminuire lo stato di tensione e garantire il libero confronto il pro-Rettore - dice una nota - ha dato disposizioni perché l'attività didattica e di ricerca e le iniziative degli studenti siano garantite nel loro svolgimento, e nel contempo ha concordato con gli studenti che le tradizionali manifestazioni di fine corso, programmate in varie Facoltà, abbiano luogo, ma che prudenzialmente abbiano termine alle ore 20.00». La note si conclude dicendo che «Il pro-Rettore condanna le aggressioni avvenute questa mattina e ringrazia gli studenti per il senso di responsabilità dimostrato nel concordare lo svolgimento delle diverse attività in modo da evitare episodi di violenza ed intolleranza, che stravolgono il libero confronto delle idee ed ai quali gli studenti sono estranei».

Per il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, «Condanna senza attenuanti» per l'episodio che «non può essere luogo di scontro e di violenza politica e che dopo tanti anni di violenze da parte di estremismi di destra e di sinistra deve tornare unicamente a essere luogo di cultura e confronto pacifico». Aggiunge che i responsabili «vanno assicurati alla giustizia e messi in condizione di non nuocere. Come in occasione del raid al Pigneto e sottolinea che «questi gesti non devono spingere a creare teoremi politici». «A Roma - sostiene - non c'è alcun clima che indichi una spinta alla violenza. Anche la questura e la prefettura non ci danno segnali simili. Ci sono invece tanti imbecilli pericolosi e criminali che vanno isolati per i loro gesti violenti e xenofobi».

Le reazioni del centrodestra arrivano in serata. Gianni Sammarco deputato del Pdl , dichiara: «L'episodio de La Sapienza è grave e da condannare nei modi e nelle forme, ma ritengo sia altrettanto irresponsabile la consueta serie di dichiarazioni a orologeria di molti esponenti del centrosinistra» e aggiunge che «invece di spegnere l'incendio qualcuno si ostina a soffiare sul fuoco, fomentando ulteriormente gli animi ed esponendo il sindaco e la giunta ad una criminalizzazione che potrebbe essere terreno fertile per altri episodi sconsiderati».
Interviene anche il segretario nazionale di Forza Nuova Roberto Fiore che dice: «Non è stato un raid, ma una rissa».(alessandro fioroni - video: sara sartori)2008-05-28 10:30:41
Fonte foto: (ami)

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