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gli aquilani contro il governo

Terremoto, la protesta a Roma. Tensione e feriti durante il corteo

La manifestazione si è conclusa a Palazzo Chigi. Il Pd favorevole a una tassa di scopo

Nella mattina davanti Monte Citorio e nel pomeriggio al Senato. Questo doveva essere l'intenso programma della giornata di protesta che ha visto i cittadini aquilani, colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009, manifestare a Roma per chiedere al governo sospensione delle tasse, lavoro per i terremotati e sostegno all'economia dei territori colpiti dal sisma. L'iniziativa, promossa dall'assemblea del presidio permanente di piazza Duomo de L'Aquila, è stata proclamata affinchè vengano messe in campo misure di legge per procedure snelle ed efficaci per la ricostruzione, finanziamenti certi attraverso tassa di scopo o contributo di solidarietà. Durante il corteo verso il Parlamento si è verificato qualche incidente con la polizia, a farne le spese due manifestanti che sono rimasti feriti.

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Nella mattina davanti Monte Citorio e nel pomeriggio al Senato. Questo doveva essere l'intenso programma della giornata di protesta che ha visto i cittadini aquilani, colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009, manifestare a Roma per chiedere al governo sospensione delle tasse, lavoro per i terremotati e sostegno all'economia dei territori colpiti dal sisma. L'iniziativa, promossa dall'assemblea del presidio permanente di piazza Duomo de L'Aquila, è stata proclamata affinchè vengano messe in campo misure di legge per procedure snelle ed efficaci per la ricostruzione, finanziamenti certi attraverso tassa di scopo o contributo di solidarietà.


L'adesione alla protesta è stat alta, dal capoluogo abruzzese sono giunti oltre 30 pullman partiti alle 7 di questa mattina dal Campo sportivo Acquasanta, dal Bus terminal Collemaggio e dal Campo sportivo Centi Colella. Ma il concentramento previsto alle 10 in piazza Venezia, dove insieme ai cittadini erano presenti enti, istituzioni, sindacati, imprese, partiti, associazioni, comitati di cittadini e la Chiesa aquilana con l'arcivescovo, Giuseppe Molinari, si è trovato di fronte un vasto schieramento di forze dell'ordine che bloccavano l'ingresso di via del Corso.


Poi dopo una forte tensione durata per circa una mezz'ora, grazie alla mediazione del sindaco del capoluogo abruzzese Massimo Cialente, è stato dato il via libera ai manifestanti che si sono diretti verso il Parlamento. Numerosissimi gli slogan contro il governo e il premier Silvio Berlusconi, tra gli striscioni spiccava quello che rivendicava il non essere sudditi ma cittadini. Al grido di «L'Aquila, L'Aquila» i manifestanti sono poi arrivati all'incrocio con una delle vie laterali che portano a Monte Citorio. Quì è nato un tafferuglio con la polizia, nervosissima, che ha provocato il ferimento di due ragazzi di cui uno ha riportato una vasta ferita al capo.


L'atmosfera si è poi calmata ed il corteo è giunto fin sotto il Parlamento dove la piazza antistante era stata, fin dalla mattina, riempita dalle associazioni dei disabili che protestavano contro la manovra economica. Una situazione logisticamente impraticabile che ha costretto tutti a tornare su via del Corso. Da quì nuovo corteo fino a giungere fin sotto palazzo Chigi. La rabbia degli aquilani poteva essere toccata con mano e quando è arrivato il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, anche per lui non sono mancati fischi ed insulti che si sono tramutati in applausi quando il leader del Partito Democratico ha stigmatizzato l'intervento della Polizia e si è detto a favore di una tassa di scopo a favore delle popolazioni terremotate.


 


 


 

(alessandro fioroni)2010-07-08 15:38:53
Fonte foto: (ami)

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