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Un viaggio tra improvvisazioni jazz e sensibilità

Massimo Baraldi (autore): «La parola è musica»

Il cortometraggio ''Sogno metropolitano. Affabulazione allocromatica per abbagli e risonanze''

«Allocromatico è un minerale il cui colore è determinato dalla presenza di impurezze. Se prendiamo il mondo come valore di riferimento e sostituiamo la variabile dell'impurezza con la nostra sensibilità, otteniamo un qualche cosa di assolutamente variabile e inconsistente, sempre mutevole». Le parole di Massimo Baraldi (audio), autore del cortometraggio ''Sogno metropolitano. Affabulazione allocromatica per abbagli e risonanze'', realizzato dall'Associazione Jazz Mobile di Alfredo Ponissi con l'Agenzia Multimediale Italiana di Massimiliano Carboni e diretto da Carola De Scipio, possono aiutare a avere un'idea dell'ipnotico progetto video-musicale. Ma per capire davvero cosa sia questo viaggio nella musica e nella sensibilità umana, bisogna apprezzarlo direttamente, vedendolo.

«Allocromatico è un minerale il cui colore è determinato dalla presenza di impurezze. Se prendiamo il mondo come valore di riferimento e sostituiamo la variabile dell'impurezza con la nostra sensibilità, otteniamo un qualche cosa di assolutamente variabile e inconsistente, sempre mutevole. Era questo l'effetto che mi interessava creare». E le immagini dirette e montate da Carola De Scipio esattamente questo offrono allo spettatore: lo scorrere della vita, il suono per accrescere la sensazione di straniamento e i momenti di intimità a capovolgere l'iniziale sensazione di solitudine.










La genesi del progetto
Massimo Baraldi  è l'autore di “Sogno metropolitano. Affabulazione allocromatica per abbagli e risonanze” e ne ripercorre la genesi del cortometraggio. «Inizialmente ho scritto il testo, tradotto da Adrian Kaye e recitato da Danny “Mudcat” Dudeck, bluesman americano di Atlanta. La registrazione è stata poi presa da Giovanni Bataloni che l'ha scomposta e ricomposta proprio come avesse avuto tra le mani una composizione musicale. Ha ottenuto così uno strano effetto di voce su voce: quello che a un primo ascolto può sembrare musica, in realtà è la voce di Mudcat».



«La parola è musica»
Tutto è stato costruito partendo dal nucleo di voce e parole: l'idea su cui partire era che la parola è musica. Ecco perché in “Affabulazione allocromatica” ci sono anche gli interventi musicali del trombettista Alfredo Ponissi «un jazzista di Torino con una predisposizione innata per questo tipo di lavori» e la magia clownesca di «Adrian Kaye, che lavora a Roma a piazza Navona. A tutti è stata fatta solo una richiesta: che si sentissero liberi di esprimersi come veniva. Affabulazione è un progetto onirico, legato alla fantasia e alla sensibilità. Un po' come seguire la propria coscienza mentre se ne va alla deriva della città: ogni cosa è come la si vuole vedere. Mi piace pensare che possa smuovere la fantasia delle persone».

(elena del tronto)2010-05-31 14:10:50
Fonte foto: (ami)

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