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"Via gli zingari da Ponticelli" tra le baracche solo cani e topi

Il giorno dopo gli assalti ai campi rom solo gatti e topi tra le baracche evacuate. Fuori, tra gli abitanti di Ponticelli nessuno vuole sentire parlare più di "zingari".

Panni stesi ancora umidi e pentole con pietanze appena cucinate. Così appaiono i cinque campi nomadi insediati nel quartiere di Ponticelli, periferia orientale di Napoli, dopo che i rom sono fuggiti in seguito le aggressioni subite la notte scorsa. Sedie disposte in cerchio per l'ultima conversazione e biciclette di bambini poggiate a terra. Fuori le forze dell'ordine ferme a piantonare gli unici esseri viventi dentro il campo: cuccioli di cane rimasti senza padrone, gatti e topi. Ratti e felini adesso che i rom sono andati via convivono pacificamente. Adesso sarà ben più difficile la coabitazione fra gli abitanti autoctoni e gli «zingari», così vengono chiamati con tono un po' dispregiativo da chi non li vuole più vedere.

«Questa di Ponticelli era una area agricola rinconvertita ad uso abitativo per l'edilizia popolare negli anni '80» mi spiega Pasquale mentre mi accompagna tra i campi evacuati. «dovevano farci case e infrastrutture, le abitazioni le hanno fatte, ma come infrastrutture abbiamo visto solo strade». Dall'omicidio della signora Reggiani la presenza dei rom (violentata e uccisa da un cittadino rumeno non rom) sul nostro territorio viene valutata solo in termini negativi. Secondo qualcuno a Ponticelli un nuovo piano di edilizia vorrebbe i suoli occupati campi immediatamente sgombri, così da indurre una auto-evacuazione con il primo episodio di cronaca apparentemente eclatante. Non è di questo parere Gerardo, l'altro ragazzo che da buon Virgilio ci accompagna per Ponticelli: «La verità è che sulla stampa locale alcuni rom avevano denunciato il racket del clan dei Sarno che qui comandano; dissero qualcosa tipo 50 euro per ogni baracca e per la licenza ad accattonare, il che non è vero». Allora la smentita che la camorra avrebbe intrapreso non è con note alle agenzie di stampa o denunce alla procura per diffamazione. La dialettica auspicata sarebbe stata una pioggia di molotov ai danni dei rom, così da spingerli via.

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(alessandro di rienzo)2008-05-15 19:31:30
Fonte foto: (ami)

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