Login | Home | Foto | Servizi | Clienti | Produzioni
Prova il nuovo formato h264 [beta]

Multimedia

guarda il video guarda il video in alta qualità audio non presente foto

A Roma protesta sotto la Rai contro la scarsa informazione su crisi e lavoro

Sciopero generale Cgil, lavoratori e studenti in piazza

Cortei e presidi in tutta Italia. Epifani: «Il paese ha le pezze e il governo non fa nulla»

Sciopero generale di 4 ore, cortei e presidi in più di cento piazze. Questa l'iniziativa messa in atto dalla Cgil per chiedere al governo più garanzie, diritti e sostegno per aziende e lavoratori. Manifestazioni in numerose città: a Roma corteo e presidio sotto la sede Rai contro la scarsa informazione su crisi e lavoro, a Bologna sei cortei, a Milano 30mila in piazza Duomo, 40mila a Firenze. Il segretario generale Epifani presente all'appuntamento di Padova: «C'è un Paese che ha le pezze. I lavoratori stanno male, la disoccupazione aumenta, soprattutto nelle aree più industrializzate. Il Governo non fa nulla».

Articoli Collegati

Sciopero generale di 4 ore e cortei in più di cento piazze. In tutta Italia lavoratori e studenti stanno mettendo in atto l'iniziativa decisa dalla Cgil per contestare l'assenza di politiche di sostegno contro la crisi. Il sindacato di Corso Italia chiede un intervento deciso di fronte a circa 150 tavoli di vertenza aperti e numerose piccole aziende in forte affanno, in un anno che le ricerche del sindacato prevedono come il più duro sul piano occupazionale.


I temi della protesta
Stop ai licenziamenti, difesa del posto di lavoro, riforma degli ammortizzatori sociali, copertura anche per i lavoratori precari, maggiori diritti per i lavoratori stranieri: sono i temi portanti della protesta con cui la sigla guidata da Guglielmo Epifani intende chiedere al governo di intervenire con concrete misure di sostegno e un serio piano di politica industriale. Al centro anche la difesa dell'articolo 18 dei lavoratori, messo a rischio, secondo la Cgil, dalla norma sull'arbitrato contenuta nel ddl Lavoro recentemente votato in Parlamento e su cui le altre organizzazioni confederali, le associazioni imprenditoriali e numerose altre parti sociali hanno invece trovato una convergenza d'intenti.


Cortei e presidi in tutta Italia
«C'è un Paese che ha le pezze. I lavoratori stanno male, la disoccupazione aumenta, soprattutto nelle aree più industrializzate. Il Governo non fa nulla». Questo il pensiero che il segretario generale Epifani, presente all'iniziativa di Padova. Cortei e presidi hanno invaso le strade di molte altre città. A Roma 40mila persone, secondo gli organizzatori, hanno sfilato da piazzale Flaminio fino alla sede Rai di viale Mazzini, scelta per contestare quello che la Cgil ritiene un oscuramento dell'informazione sui temi della crisi economica e del lavoro. Nella capitale traffico in tilt e trasporto pubblico condizionato dall'adesione allo sciopero della Filt-Cgil. A Napoli 30mila lavoratori hanno sfilato da piazza Mancini a piazza Matteotti. In evidenza gli striscioni delle diverse realtà industriali in crisi, dalla Fiat di Pomigliano e la Tirrenia alla Fincantieri di Castellammare di Stabia e la Sirti. 30mila anche per il corteo di Milano giunto in piazza Duomo: in primo piano i metalmeccanici, «ma anche il mondo del terziario, del pubblico impiego e i pensionati», spiegano gli organizzatori. A Genova erano due cortei hanno radunato circa 15mila persone, centrale il tema della difesa dello statuto dei lavoratori. 40mila a Firenze dove tra gli altri hanno sfilato anche i lavoratori delle grandi case di moda come Gucci, Ferragamo, Cavalli e Guess. A Bologna e provincia sei i cortei organizzati per un totale di circa 15mila partecipanti.


Sacconi: «Sciopero squisitamente politico»
Contro lo sciopero è critico il commento del ministro del Welfare Maurizio Sacconi: l'iniziativa ha una «motivazione squisitamente politica e collaterale ai partiti di opposizione». La linea «politicista» adottata dal sindacato sarebbe alla base della «bassa adesione e del suo isolamento da tutte le altre organizzazioni rappresentative dei lavoratori e degli imprenditori» che lavorano per una «posizione comune sul modello di contrattazione collettiva, sull'arbitrato per risolvere tempestivamente le controversie in materia di lavoro, sull'attuale assetto degli ammortizzatori sociali». Di fronte a questo sforzo congiunto le critiche della Cgil su questi temi risultano «inverosimili» e rappresentano un «pericoloso incoraggiamento al peggiore antagonismo». L'auspicio di Sacconi è che con i tre anni senza elezioni successivi al voto regionali si possa determinare «una linea più responsabile nella stessa Cgil».

(ami - alessandro fioroni)2010-03-12 12:14:48
Fonte foto: ami

Condividi

| | | More

Commenta