Login | Home | Foto | Servizi | Clienti | Produzioni
Prova il nuovo formato h264 [beta]

Multimedia

guarda il video guarda il video in alta qualità audio non presente foto

L'iniziativa sindacale cade nel periodo più nero della crisi

Sciopero generale Cgil, 4 ore di manifestazioni in 100 piazze italiane

Megale: «Fermare i licenziamenti, difendere i posti di lavoro, riformare gli ammortizzatori sociali

«Il primo obiettivo è quello di fermare i licenziamenti, di difendere i posti di lavoro, e garantire una riforma degli ammortizzatori sociali in cui tutti i lavoratori possano avere una tutela». Una difesa a tutto campo del mondo del lavoro, quella che ribadisce il segretario confederale della Cgil Agostino Megale illustrando le ragioni dello sciopero indetto dal sindacato di Corso d'Italia. L'iniziativa sindacale cade nel momento in cui la crisi morde in maniera particolare le condizioni di vita dei lavoratori e in Italia sono aperte circa 150 tavoli di vertenze di lavoro, senza contare che le piccole aziende in sofferenza sono migliaia. Intervista a Agostino Megale segretario confederale Cgil.

Articoli Collegati

«Il primo obiettivo è quello di fermare i licenziamenti, di difendere i posti di lavoro, e garantire una riforma degli ammortizzatori sociali in cui tutti i lavoratori possano avere una tutela». Una difesa a tutto campo del mondo del lavoro, quella che ribadisce il segretario confederale della Cgil Agostino Megale illustrando le ragioni dello sciopero indetto dal sindacato di Corso d'Italia. L'iniziativa sindacale cade nel momento in cui la crisi morde in maniera particolare le condizioni di vita dei lavoratori e in Italia sono aperte circa 150 tavoli di vertenze di lavoro, senza contare che le piccole aziende in sofferenza sono migliaia.


Come giudica l'atteggiamento del governo di fronte all'attuale situazione economica?
«L'intesa alla camera alla commissione lavoro della Camera che prolungava di sei mesi la cassa integrazione, proprio questa mattina il Ministro del lavoro conferma che non intende sostenerla perchè non ci sono le risorse ma fino a qualche settimana fa avevano sventolato che ci sono qualcosa come 8 miliardi di euro».


Secondo lei per quale motivo?
«La verità è che non si intende mettere mano a quelli che sono gli ammortizzatori sociali e in secondo luogo vi è il problema di sostenere i redditi attraverso la riduzione delle tasse spostando il prelievo sugli evasori, le grandi ricchezze, e sul capitale finanziario, portando le rendite alla tassazione europea, in terzo luogo c'è la difesa dei diritti di cittadinanza contro ogni forma di razzismo».


Su questi punti esiste un dialogo con l'esecutivo?
«L'unica risposta che abbiamo avuto (dal governo ndr.) è stata quella peggiorativa di destrutturare il diritto del lavoro attraverso il cosiddetto arbitrato con equità che annulla la possibilità per il lavoratore licenziato ingiustamente di rivolgersi al giudice, quindi limitandone il diritto, e producendo una lesione del diritto costituzionale».


C'è sostegno da parte dei lavoratori allo sciopero?
«Il 58% dei lavoratori è informato dello sciopero, il 99% condividere l'obiettivo di difendere la stabilità del lavoro e superare la precarietà, l'85% sostiene la riforma fiscale, un punto più difficoltoso è quello del superamento del reato di clandestinità per gli immigrati per il quale siamo consapevoli che sia necessaria una battaglia di tipo culturale».


Qual è l'atteggiamento del mondo politico?
«Stamattina abbiamo ricevuto le adesioni dal fronte politico del centrosinistra, il Pd e l'Idv e tutta la coalizione del vecchio centrosinistra, come noi saremo in piazza sabato come singoli dirigenti della Cgil contro il decreto “salva liste” che è un ulteriore colpo alla democrazia in Italia».


E' il secondo sciopero generale che proclamate da soli, l'unità sindacale è andata definitivamente in soffitta?
«Io non posso che auspicare la ripresa di un'azione unitaria con Cisl e Uil anche perchè gli obiettivi che poniamo noi sono gli stessi degli iscritti di Cisl e Uil. Non si capisce perchè eravamo pronti a scioperare unitariamente contro il governo Prodi sul fisco, poi cambia il colore del governo e non sono più disposti a scioperare contro il governo Berlusconi».


 

(alessandro fioroni)2010-03-12 08:22:34
Fonte foto: ami

Condividi

| | | More

Commenta