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il paese incrocia le braccia

Grecia, secondo sciopero generale contro il piano di austerità

Chiusa gli uffici pubblici, le scuole e le università. Servizi ospedalieri limitati alle emergenz. Aereoporti chiusi e trasporto pubblico locale fermo ad Atene e Salonicco

«Non pagheremo noi per la crisi», è lo slogan che sintetizza la piattaforma del secondo sciopero generale indetto questa settimana in Grecia. Il paese ellenico incrocia le braccia contro il piano di austerità varato dal governo. Il paese, secondo Papandreu, deve rientrare di 4,8 miliardi a partire da subito. Incremento dell'Iva, sottrazione di una mensilità per i dipendenti pubblici, pensioni ferme. I sindacati sul piede di guerra: «Cercano di far pagare ai lavoratori il prezzo di questa crisi». Apprezzamenti dalla Sev, l'equivalente della Confindustria in Grecia: «Tra la bancarotta e le recessione, tra l'incudine e il martello non c'è altra scelta per sfuggire al baratro».

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Ancora una giornata di sciopero in Grecia contro il piano di rientro economico varato dal governo di Giorgios Papandreou. I due principali sindacati ellenici , Gsee per il settore privato e Adedy per i dipendenti pubblici, hanno di fatto convocato il secondo sciopero generale all'interno della medesima settimana. Previste manifestazioni ad Atene e in tutte le maggiori città del paese. La scorsa settimana altre proteste avevano dato luogo a scontri nella capitale. Dalla mezzanotte sono stati sospesi i voli in arrivo e partenza dalla Grecia, questo a causa dello sciopero dei controllori aerei. Incrociano oggi le braccia i dipendenti pubblici, insegnanti, personale ospedaliero, settori del privato e giornalisti mentre le rappresentanze di polizia, vigili del fuoco e guardia costiera contano di partecipare alle manifestazioni. Trasporto pubblico locale paralizzato del tutto ad Atene come a Salonicco.

«Non sono i lavoratori a dover pagare il prezzo di questa crisi», spiegano dalla Gsee. Se il paese attacca il governo per la mensilità sottratta ai dipendenti pubblici, l'inalzamento dell'Iva e il congelamento delle pensioni, apprezzamenti arrivano dalla Sev, l'equivalente della nostra Confindustria. Chi sciopera oggi intende mandare il paese «a chiedere l'elemosina all'estero», spiega Dimitris Daskalopulos. «Tra la bancarotta e le recessione, tra l'incudine e il martello non c'è altra scelta per sfuggire al baratro».

(ami)2010-03-11 08:02:48
Fonte foto: (ami)

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