Login | Home | Foto | Servizi | Clienti | Produzioni
Prova il nuovo formato h264 [beta]

Multimedia

guarda il video guarda il video in alta qualità audio non presente foto

Alta tensione a via dell'umiltà, La Russa aggredisce un contestatore

Regionali, Berlusconi: A Roma ci hanno impedito di presentarci. In piazza il 20 marzo

Il premier attacca la sentenza del Tar «priva di ogni fondamento» e la sinistra «antidemocratica e sovietica»

Contesta l'assoluta disinformazione. Solleva dalle responsabilità i delegati Pdl. Scarica la colpa sui Radicali. Attacca la sentenza del Tar «priva di ogni fondamento» e infine spara sulla sinistra «sovietica e antidemocratica». Infine, Silvio Berlusconi, lancia la manifestazione a una settimana dal voto, il 20 marzo, e poco importa se il presidente della Camera Gianfranco Fini ha detto che non ci sarà: «Il presidente Fini, mi sbaglio o è il presidente della Camera, che è la terza carica dello Stato? Questa è la risposta», chiosa il Cavalliere. Berlusconi (ri)scende direttamente in campo dopo la terza bocciatura delle candidature del Pdl di Roma decisa ieri sera dal Tribunale. In una affollatissima conferenza stampa a via dell'Umiltà spiega: «Sono qui per reagire ad una assoluta disinformazione».

Articoli Collegati

Una gazzarra radicale
Sui fatti del 27 febbraio scorso – termine ultimo per la presentazione delle liste in Tribunale – Berluscnoni ha ribadito la posizione riportata da tutto il partito in questi giorni. Con l'unica differenza della difesa a spada tratta dei funzionari del Pdl, che non hanno «alcuna responsabilità» per quanto successo. Anzi, sono loro le vittime: ai delegati – «presenti davanti alla Cancelleria fin dalle 11.40» - è stato «impedito» di svolgere le procedure a causa di «una gazzarra posta in atto da parte dei Radicali, con la scusa che fosse in atto una manomissione delle liste». Gazzarra che «ha costretto i contendenti ad allontanarsi».

La ricostruzione del premier

Inutile, secondo la ricostruzione, la richiesta di intervento ai giudici presenti nell'ufficio: «Milioni e Polesi – i delegati alla presentazione della lista – chiedevano l'intervento del magistrato ma con loro grande sorpresa, il dottor Diamanti, con l'aiuto di Anna Argento, decideva incredibilmente che erano esclusi, asserendo che si trovavano oltre una linea di un centimetro in questo grande salone». Berlusconi definisce «privo di ogni fondamento» il rilievo opposto dal Tar all'accoglimento della lista del Pdl. Non è vero secondo il premier che la documentazione per la lista del proprio partito della provincia di Roma sia rimasta incustodita per oltre due ore. «Alle 17.40 lo scatolone veniva consegnato ai carabinieri e veniva inventariato dettagliatamente. Solo alle 19.30, terminato l'inventario che è stato particolarmente lungo, veniva redatto il verbale. È quindi privo di ogni fondamento - afferma Berlusconi - il rilievo del Tar circa il tempo intercorso tra l'arrivo in cancelleria e la consegna ai carabinieri».

Sinistra meschina e antidemocratica

La sinistra «avrebbe preferito correre da sola come negli stati sovietici», ha ricordato l'amico di Putin, Lukašenko e Gheddafi, «antidemocratica e meschina». Per il premier, gli avversari vogliono partecipare alla competizione «con un vantaggio indebito», ma «anche con questa penalizzazione riusciremo a prevalere».

Il 20 in piazza senza Fini
Pensare alla campagna elettorale più che ai ricorsi, con o senza la lista Pdl a Roma. Una linea che troverebbe perfettamente in accordo il cofondatore del Pdl Gianfranco Fini. Forse l'ex leader di An preferirebbe altri toni, ma pazienza. Berlusconi rilancia e prepara una manifestazione a Roma a una settimana dal voto. Il Presidente della Camera non ci sarà, fanno notare i cronisti: «Il presidente Fini, mi sbaglio o è il presidente della Camera, che è la terza carica dello Stato? Questa è la risposta», taglia corto Berlusconi.

(ami - video: alessandro fioroni)2010-03-11 10:53:57
Fonte foto: (ami)

Condividi

| | | More

Commenta