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Un'intera biblioteca sul telefono cellulare

Dall' eReader al mobile book: scrittori, lettori e letteratura nell'era dell'iPhone

Incursione nella Babele dei portable device

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un processo che ha rapidamente cambiato il volto dell'editoria. Grandi classici, saggi, manuali tecnici, ricettari hanno abbandonato la veste cartacea cui eravamo abituati e, tradotti in formato digitale, possono essere letti o ascoltati (anche fuori casa) grazie a strumenti e gadget tecnologici che fanno parte della nostra quotidianità: il computer, l'iPad e naturalmente l'inseparabile telefono cellulare.

Scribd, mastodontico sito web per la condivisione di documenti (che definisce se stesso ''the largest social publishing company of the world''), la scorsa settimana ha annunciato il lancio di una serie di servizi ed applicazioni ideate per inviare libri, pubblicazioni e testi della più varia natura a qualunque dispositivo portatile: iPhone, Android, Kindle, tabletPC, eReader etc. ''Abbiamo impiegato gli ultimi anni a costruire un archivio di 10 milioni di documenti'' - ha dichiarato in un'intervista John R. "Trip" Adler III, fondatore della Scribd – ''ora presentiamo un sistema per poter leggere con estrema facilità questi documenti su qualsiasi dispositivo portatile. Così, che si tratti di una presentazione in Power Point, di un libro o di un progetto di lavoro, puoi inviarlo ad ogni mobile device e leggerlo su di esso. Uno dei problemi nel mercato degli eReader è che la gente non sa esattamente cosa comprare o dove documentarsi in proposito: con questi nuovi servizi, finché un documento o un libro resterà su Scribd saprai che puoi leggerlo su qualunque dispositivo.''


L' eReader è l'ultima frontiera in fatto di tecnologia hardware per il supporto degli eBook ed è creato per rendere la fruizione del testo sullo schermo il più possibile vicina a quella tradizionale su supporto cartaceo: si tratta di un dispositivo portatile non retroilluminato, di dimensioni e peso equivalenti a quelli di un libro, la cui superficie (che simula quella di una pagina di carta grazie alla tecnologia E-ink) permette la lettura in condizioni ambientali (illuminazione etc.) simili a quelle necessarie per decifrare una serie di lettere stampate su un foglio.


Tutto aveva avuto inizio, nel gennaio 2007, su una pagina del Times di Londra con un articolo relativo ad una nuova tecnologia per gli audiolibri sviluppata dalla Nokia: ''una minuscola card'' che permetteva ''di archiviare fino a cinque romanzi di grande dimensione su un telefonino''. Uno dei primi titoli distribuiti era stato il bestseller britannico ''Looking Good Dead'' di Peter James e, la primavera dello stesso anno, in occasione del Salone del Libro di Torino, il gruppo editoriale milanese RCS aveva regalato ai visitatori ''Il gabbiano Jonathan Livingstone'' su memory card.


In realtà gli audiolibri esistevano da diversi decenni: camminare in un parco ascoltando le pagine del proprio autore preferito era già possibile ai tempi (ormai remoti) dell'analogico, del walkman e dei romanzi registrati su nastro magnetico. Ed esistevano anche gli eBook, i libri in formato elettronico che possono essere letti su uno schermo: il Progetto Gutemberg, da molti considerato l'atto germinale dell'editoria digitale, era nato nel 1971; nel 1987 la Eastgate Systems aveva pubblicato e distribuito su floppy ''Afternoon, a story'', romanzo ipertestuale di Michael Joyce e nel 1993 era stata fondata la casa editrice BiblioBytes, prima libreria virtuale, pioniera della vendita in rete. Hanno naturalmente aderito al nuovo sistema anche le case editrici tradizionali, affiancando alla produzione cartacea quella in formato digitale. Per esempio, in Italia, l'Einaudi, oltre ad un ricco catalogo di eBook in vendita offre, gratuitamente scaricabili sul suo sito, alcuni testi in formato ridotto che i lettori possono sfogliare per farsi un'idea e scegliere il prodotto da acquistare.


La novità dell'intuizione che ha condotto al boom dei libri in mp3 e degli eBook – aprendo alla letteratura (non solo in versione audio) la strada per una nuova vita multimediale- risiede nell'utilizzo dei canali di distribuzione creati dalla rivoluzione tecnologica: le intricate e dinamiche sinergie tra Internet, i nuovi dispositivi portatili, il sistema podcast e l'espansione della telefonia mobile hanno, infatti, allargato enormemente la portata dell'affare, sia da un punto di vista culturale che commerciale.


Google, per esempio, ha investito ingenti capitali nella digitalizzazione dei libri tanto da poter disporre di un archivio di milioni di titoli, tra i quali numerosi testi inediti o quasi sconosciuti ed altri esclusi dalle ristampe da decenni. Dal 2009 è attiva una versione mobile di Google Book che offre la possibilità di acquistare, direttamente sul proprio cellulare, scegliendo in un ventaglio di proposte che comprende più di 1.500.000 libri. Oltre alle fonti clandestine come E-Mule dove si può trovare di tutto (dagli audiolibri di Harry Potter letti dall'attore Stephen Fry, all'opera omnia di Stephen King in formato eBook, fino ai saggi storici di Jacques Le Goff), esistono moltissimi siti -Airpedia, Tshirtia, Txmplayer e, in Italia mBook Portal - dai quali è possibile scaricare legalmente opere letterarie, ma anche testi scientifici e manuali tecnologici in un formato predisposto per gli schermi dei cellulari. In contrasto con compagnie come Apple ed Amazon – a caccia di accordi con le major dell'editoria per autori già affermati- la già citata Scribd (che conta 50 milioni di visitatori al mese) ha focalizzato la sua attenzione su tutta quella produzione che resta fuori dai circuiti della pubblicazione: tesi di dottorato, libri di cucina, storie per bambini autoprodotte etc. costituiscono il 95% dei contenuti totali del sito e sono , naturalmente, free.


Nel Paese del Sol Levante il ''romanzo da cellulare'' è diventato un fenomeno generazionale con decine di migliaia di lettori e scrittori famosi come rockstar: gli mBook sono letti soprattutto sui mezzi pubblici, dove ai giapponesi è vietato telefonare o ricevere chiamate, ma non usare il cellulare per le altre funzioni. Siti specializzati come Magic iLand ''pubblicano'' una decina di titoli al mese scaricati ogni giorno da migliaia di lettori: si tratta, per lo più, di ''romanzi d'appendice'' postmoderni che, scritti da giovani studentesse con la gonnellina a pieghe, raccontano storie d'amore un po' piccanti, ma non mancano altri generi popolari come la fantascienza, l'horror e, naturalmente, il manga. ''Prima dell'avvento dei mobile book'', ha dichiarato a Wired un portavoce del sito, ''questi ragazzi non avrebbero mai nemmeno preso in mano un libro, figurarsi se lo avrebbero scritto''. Il successo dei librofonini e del download telematico – con un giro di affari annuo che supera i 10 miliardi di yen (65 milioni di euro) - ha introdotto nuove variabili nell'equilibrio del mercato trasformando case editrici di medie dimensioni in giganti dell'editoria e lanciando, insieme ad una folla di talenti in erba anche un nuovo modo di scrivere. Chaco, originaria di Osaka, ha prodotto 5 romanzi in 14 mesi digitandoli, ad una velocità impressionante, sui tasti del suo telefonino: il suo bestseller ''What the Angel Gave Me'' ha venduto oltre un milione di copie. A fare da apripista era stato il giovane autore Yoshi che, nel 2000, aveva distribuito in un formato compatibile con i cellulari, il racconto berve ''Deep Love / Ayu no monogatari'', storia di una diciassettenne che incontra casualmente l'amore della vita. Un cult ancora oggi.


E non finisce qui. Presto oltre ai libri arriveranno su smart-phone ed eReader anche giornali, fumetti, riviste e settimanali: il tutto a pagamento, ovviamente, con buona pace di chi da tempo sostiene che l'editoria online non può vivere di sola pubblicità.


''L'universo (che altri chiama la Biblioteca) si compone d'un numero indefinito, e forse infinito, di gallerie esagonali (...). Da qualsiasi esagono si vedono i piani superiori e inferiori, interminabilmente. (…) A ciascuna parete di ciascun esagono corrispondono cinque scaffali; ciascuno scaffale contiene trentadue libri di formato uniforme; ciascun libro è di quattrocentodieci pagine; ciascuna pagina, di quaranta righe; ciascuna riga, di quaranta lettere di colore nero.'' Così Borges immaginava l'universo ne ''La Biblioteca di Babele'': scaffali, libri e pagine. Oggi, probabilmente, le sue parole inseguirebbero calcoli e successioni binarie nello spazio miniaturizzato della scheda di memoria di un iPhone.

(giuliana ricci)2010-03-10 05:59:06

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