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Dopo il Lazio, anche Piemonte e Toscana ricorrono alla Consulta contro il decreto

Regionali, il Tar del Lazio ferma la lista del Pdl

I giudici: dl 'salva liste' non valido nel Lazio. Ripresentate le liste, oggi la decisione dell'ufficio elettorale

Il Tar del Lazio ha respinto la il ricorso contro l'esclusione della lista del Pdl Roma dalle elezioni regionali decisa dall'ufficio elettorale del tribunale e dalla Corte d'Appello. I giudici hanno ritenuto inapplicabile il dl "salva liste": le elezioni regionali sono regolate da leggi dettate dalla Regione Lazio. Per il mento il Pdl di Roma e provincia è escluso dalla contesa, ma ieri il partito ha potuto ripresentare le liste, secondo quanto stabilito dal decreto. Oggi la decisione: i vertici del partito sicuri dell'ammissione, nel caso il Pd pronto a un nuovo ricorso. La Polverini attende le motivazioni, domani riunione al comitato per decidere la strategia. Assemblea anche per la Bonino sulla battaglia per la legalità: esclusa l'ipotesi del ritiro, si valuta ancora l'idea della richiesta di rinvio. Battaglia legale sul decreto, insieme al Lazio anche Piemonte e Toscana ricorrono alla Corte Costituzionale.

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I giudici del Tar del Lazio hanno bocciato la richiesta di sospensiva avanzata dal Pdl contro l’esclusione delle proprie liste per Roma e provincia, decisa dalla Corte d’Appello di Roma. In realtà non si tratta di un vero e proprio respingimento, piuttosto di una non ammissione in via cautelativa: la discussione sul merito del ricorso è stata infatti fissata per il prossimo 6 maggio, quando sarà deciso anche l’eventuale rinvio alla Corte Costituzionale del decreto “salva liste” varato dal governo venerdì scorso. Al centro della decisione dei giudici amministrativi è infatti proprio il dl, che non sarebbe applicabile per le elezioni regionali «perché la Regione Lazio ha dettato proprie disposizioni in tema elettorale esercitando le competenze date dalla Costituzione», per cui «la potestà statale non può trovare applicazione nel presente giudizio». Contro il pronunciamento il responsabile elettorale del Pdl Ignazio Abrignani e il coordinatore nazionale Denis Verdini hanno annunciato che gli avvocati del partito ricorreranno al Consiglio di Stato «per vedere tutelato il diritto a partecipare alle elezioni».


Ripresentate le liste in Tribunale
Una brutta tegola per la candidata presidente per il centrodestra Renata Polverini, che però può ancora sperare nella decisione dell’ufficio elettorale del Tribunale sulla documentazione presentata nuovamente dal Pdl ieri mattina. L’operazione è stata resa possibile dal punto 4 del decreto, che prevede la possibilità, per i delegati che fossero presenti entro le ore 12 di sabato scorso anche solo nei locali del Tribunale – e non necessariamente nell’ufficio preposto –, di poter effettuare la presentazione delle liste «dalle ore 8 alle 20 del primo giorno non festivo successivo a quello di entrata in vigore del presente decreto», appunto ieri. La risposta arriverà questa mattina e i vertici del Pdl si dicono sicuri che il loro simbolo sarà presente sulle schede elettorali, soprattutto dopo aver ricevuto la notifica di deposito delle liste da parte del Tribunale. Nel caso le candidature venissero accettate il Pd annuncia un’altra battaglia legale: «Noi ricorreremo di nuovo al Tar che, a quel punto, non potrà smentirsi nel giro di 24 ore», ha spiegato il legale dei democratici Federico Vecchio. Ma la circostanza emersa dal pronunciamento del Tar, se confermata, potrebbe portare l’ufficio elettorale ad esprimersi sulla stessa linea e a dichiarare nulli i faldoni ripresentati.


I commenti
Nessun giudizio sulla vicenda è arrivato dal presidente del Consiglio Berlusconi, secondo quanto riportato dal suo portavoce e sottosegretario Paolo Bonaiuti. Presa d’assalto dai giornalisti durante un appuntamento elettorale, la candidata governatrice Renata Polverini si è limitata a un «aspetto le motivazioni», prima di recarsi al suo comitato elettorale per una riunione con i vertici regionali ed esponenti nazionali del Pdl. Prudente il commento di Emma Bonino, candidata per il centrosinistra: «Penso che intanto bisognerà vedere con molta attenzione le motivazioni, poi chi deve decidere decida. Oggi sarà giornata di assemblea anche per i Radicali, al centro la definizione della posizione contro il dl “salva-liste” e di una soluzione alla situazione di illegalità che da settimane la Bonino e il partito denunciano. Sembra ormai tramontata l’ipotesi del ritiro della candidatura, ma resta in campo l’idea di un rinvio del voto: «Io non ho cambiato opinione – ha detto l’ex ministro –, domani rifletteremo sull'impatto di questa decisione del Tar sulla campagna elettorale».


Anche Piemonte e Toscana ricorrono alla Consulta
Intanto prosegue la battaglia legale del Pd contro il decreto. Dopo l’annuncio della Regione Lazio, anche Piemonte, Toscana – entrambe amministrate dal centrosinistra – sono pronte impugnare il provvedimento davanti alla Consulta per conflitto tra Stato e regioni in materia elettorale, di competenza regionale e non statale.

(ami)2010-03-09 08:03:53
Fonte foto: ami

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