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tra il 60 e il 68 percento la partecipazione al voto

Iraq, il paese che ha votato tra le bombe

Il ceto politico sunnita ancora discriminato, 38 morti e 110 feriti nel giorno del voto

Le seconde elezioni legislative in Iraq, dopo l'invasione militare cominciata il 20 marzo 2003 da parte di una coalizione capeggiata da Stati Uniti d'America e Regno Unito, verranno ricordate anche per i 38 morti e 110 feriti registrati in diversi attentati a Baghdad come in altre città. Il primo dato riscontrabile, non dall'interno delle urne ma da tutta la realtà tangibile immediatamente fuori i seggi, parla di un paese lungi dall'essere pacificato a sette anni dalla fine dell'era Saddam. Tra le cause dei malumori interni al ceto politico iracheno l'esclusione di centinaia di candidati sunniti. Secondo la stampa irachena avrebbe comunque votato una percentuale compresa tra il 60 e il 68 degli aventi diritto al voto.

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Nel mese che ha preceduto lo scrutinio la “commissione per la responsabilità e giustizia”, dipartimento precedentemente chiamato “per la debaathificazione” ha ritenuto opportuno non candidare personalità politiche di rilievo. Molti dei non candidati rappresentano il ceto politico di riferimento nella provincia di Kirkuk. Ad essere respinti prima ancora del veto anche funzionari dell'ultimo esecutivo, o massimi esponenti di partiti che alle precedenti elezioni provinciali hanno goduto di un vasto consenso, quest'ultimo è il caso di Saleh al Mutlaq leader del Fronte Iracheno per il dialogo Nazionale. Con gli sciiti così in larga misura favoriti ai nastri di partenza non è del tutto incomprensibile l'ondata di attacchi terroristi verificatasi nel giorno del voto.


Un paese confessionalizzato
Nonostante gli attentati sembrerebbe che si è recata alle urne una discreta percentuale di aventi diritto al voto. Si aggirerebbe tra il 60 e il 68 per cento la partecipazione alle seconde elezioni legislative nel paese ancora militarmente occupato. Queste le stime diramate oggi dal quotidiano semi-ufficiale al-Sabbah, mentre i funzionari della commissione elettorale hanno annunciato che la percentuale esatta dell'affluenza alle urne sarà annunciata in giornata. Tempi più lungi per conoscere i risultati del voto. Il complicato sistema elettorale che riconosce quote di eleggibilità su base confessionale variabile per ogni provincia necessità di un tempo lungo, e, allo stesso momento, sconsiglia ad ogni rappresentate politico la tentazione di ostentare trionfalismi prima di verificare quali saranno i compagni di viaggio per la nascita di una nuova coalizione di governo. Nonostante questo la gran parte dei media del paese attribuiscono le più alte percentuali alla coalizione guidata dal premier Nuri al-Maliki e a quella rivale guidata dall'ex primo ministro Ayad Allawi.


I sunniti ai margini e lo spettro della guerra civile
Durante l'ondata di attacchi verificatasi a urna aperte molti dei maggior leader hanno rilasciato dichiarazioni. Jalal Talabani, curdo 76enne presidente della Repubblica: «In questo giorno storico il vincitore assoluto è il popolo iracheno, unito nelle diversità tra curdi, arabi e le altre minoranze. Mi auguro che queste elezioni si svolgeranno pacificamente e che tutti rispettino i suoi esiti». Il premier uscente, lo sciita 60enne Nuri al Maliki: «Gli attentati di stamani non influenzeranno il processo elettorale e non demoralizzeranno il morale degli iracheni nel loro esercizio di democrazia. Mi rivolgo anche a tutti i politici, invitandoli ad accettare il risultato delle urne: la mappa politica del Paese cambierà senza dubbio, ma chi vince oggi potrebbe perdere domani. E viceversa». Il leader radicale sciita. Il 35enne Moqtada al Sadr: «Nonostante le elezioni svolte all'ombra dell'occupazione non siano legittime, chiedo al popolo iracheno di parteciparvi come un atto politico di resistenza per preparare il terreno alla liberazione dell'Iraq dagli occupanti». Tutte dichiarazioni di altri rappresenti sciiti e del presidente curdo. Tutte dichiarazioni che non scongiurano la guerra civile latente che destabilizza l'Iraq.

(valeria materzanini)2010-03-08 10:43:36
Fonte foto: (ami)

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