Login | Home | Foto | Servizi | Clienti | Produzioni

Multimedia

guarda il video video non presente audio non presente foto

i sindacati verso un nuovo sciopero

Fiat, oggi nuovo tavolo su Termini Imerese. D'Antoni (Pd): Il governo intraprenda una forte iniziativa politica

Scajola alla vigilia ha smorzato le aspettative: «Tavolo interlocutorio». I sindacati pronti a uno sciopero in tutti gli stabilimenti europei

«Tavolo interlocutorio», la definizione è dello stesso ministro allo Sviluppo economico Claudio Scajola che ha convocato per oggi una riunione sul futuro dello stabilimento Fiat di Termini Imerese. I sindacati metalmeccanici si preparano a mettere in campo un nuovo sciopero dei dipendenti di tutto il gruppo Fiat, questa volta la mobilitazione potrebbe riguardare tutti gli stabilimenti europei. Sergio D'Antoni (video), deputato del Pd ed segretario nazionale della Cisl: «Il pallino in mano e deve mettere in campo una proposta e delle risorse. Lo stanno facendo tutti i paesi europei per salvare un futuro produttivo e industriale delle aeree deboli, lo deve fare anche l'Italia. Per questa ragione Scajola, come tutto il governo, ha il dovere di tenere Fiat al tavolo e di fare in modo che ci sia una soluzione positiva e di futuro per tutti gli stabilimenti».

Articoli Collegati

Oggi intorno alla scrivania del ministro Claudio Scajola torna a riunirsi il tavolo tecnico sulla fabbrica Fiat di Termini Imerese. Convocato al ministero dello Sviluppo Economico, il tavolo vede i sindacati metalmeccanici sul piede di guerra. Scajola, dal canto suo, ha abbondantemente ridimensionato ogni buon'auspicio sulla riunione odierna spiegando che sarà ancora un incontro interlocutorio. Una interlocuzione ad oltranza che non contribuisca alla serenità degli operai che rischiano vedersi chiuso e dismesso lo stabilimento. Per questo, Fim, Fiom e Uilm si preparano ad organizzare un nuovo sciopero che questa volta potrebbe riguardare i lavoratori di tutti gli stabilimenti europei del gruppo. Mobilitazione da realizzare prima del 21 aprile, giorno in cui l'amministratore delegato, Sergio Marchionne, presenterà il piano di sviluppo del gruppo.


D'Antoni: Serve iniziativa forte dal governo
La riunione di oggi è l'ennesima vertenza territoriale che riguarda la presenza e la missione produttiva di una sola azienda nel nostro Paese: la Fiat. Una forma dialogica tra sindacato, governo e azienda che secondo il parlamentare Pd ed ex segretario nazionale della Cisl Sergio D'Antoni «non dovrebbe convenire a nessuno. Ma questo governo non avendo una linea di politiche industriale finisce per dare l'idea di separarle mentre dovrebbe tenerle unite. Il dovere di una grande azienda nazionale come la Fiat è dare una risposta complessiva di futuro a tutti gli stabilimenti. Mentre parzialmente una risposta di futuro c'è per Pomigliano, c'è un po meno per Pratola Serra, e ancora meno per Termini Imerese. Ci vuole una forte iniziativa politica. È il governo ad avere il pallino in mano. Deve mettere in campo una proposta e delle risorse. Lo stanno facendo tutti i paesi europei per salvare un futuro produttivo e industriale delle aeree deboli, lo deve fare anche l'Italia. Per questa ragione Scajola, come tutto il governo, ha il dovere di tenere Fiat al tavolo e di fare in modo che ci sia una soluzione positiva e di futuro per tutti gli stabilimenti. L'Italia a queste potenzialità: produce meno auto di quelle che potrebbe produrre quindi ce la può fare». Per il deputato siciliano «non si può continuare a dire basta assistenza al Mezzogiorno e poi non difendere potenziare e sviluppare le aree produttive. Questo è insopportabile. Ecco perché ci vuole una iniziativa forte nei confronti di tutti il governo».

(alessandro di rienzo)2010-03-05 09:20:57
Fonte foto: (ami)

Condividi

| | | More

Commenta