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Guerrieri: «L'Europa deve avere una sua politica economica e strategia di crescita»

Crisi in Grecia, l'Ecofin approva il programma di stabilità del governo ellenico

Il consiglio dei Ventisette ha stabilito che Atene deve adottare «misure aggiuntive» entro il 15 maggio

I 27 ministri dell'Economia dell'Ue, riunitisi oggi a Bruxelles, hanno deciso che la Grecia dovrà adottare entro il 15 maggio «misure aggiuntive» per il risanamento del bilancio pubblico. Tuttavia il ministro delle Finanze, Gerorge Papaconstantinou, ha replicato ribadendo che la Grecia rispetterà lo schema concordato con l'Unione europea, ma non ha intenzione di varare nuove misure. Nei prossimi giorni la Commissione europea farà visita ad Atene, insieme al FMI e alla Bce, per valutare i risultati delle misure fiscali adottate dal governo greco. Paolo Guerrieri, vicepresidente dell'Istituto Affari Internazionali (intervista audio), precisa che tuttavia i piani di aggiustamento dei singoli paesi non bastano per uscire dalla crisi: «L'Europa si deve ormai far carico di essere un'area monetaria e di avere quindi una sua politica economica e una sua strategia di crescita».

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L'Ecofin ha stabilito che il 15 maggio è la data entro la quale la Grecia dovrà adottare «misure aggiuntive» per il risanamento del bilancio. Rimane comunque confermata la data del 16 marzo, già annunciata giovedì scorso dai leader Ue, entro la quale Atene dovrà presentare un piano con i tempi di applicazione delle misure. I ventisette ministri dell'Economia dell'Ue hanno quindi approvato il programma di stabilità presentato dal governo ellenico.


Papaconstantinou: «La Grecia non varerà nuove misure»
Il Consiglio ha chiesto ad Atene «di realizzare il più presto possibile un pacchetto di coraggiose riforme strutturali» per raggiungere l'obiettivo fissato di tagliare il deficit del 4%. Tuttavia il ministro delle Finanze, Gerorge Papaconstantinou ministro finanze grecoGerorge Papaconstantinou, ha replicato ribadendo che la Grecia rispetterà lo schema concordato con l'Unione europea, ma non ha intenzione di varare nuove misure. Il ministro ellenico non è infatti convinto che nuove iniziative fermerebbero «il “tiro” dei mercati» e che la Grecia stia già facendo tutto il possibile e che raggiungerà gli obiettivi prefissati. Intanto la Commissione europea ha annunciato che nei prossimi giorni visiterà Atene, insieme al Fondo Monetario Internazionale e alla Banca Centrale Europea, per verificare i risultati delle misure fiscali adottate dal governo greco.


La possibilità di un effetto domino all'interno della zona euro
«I legami di interdipendenza che esistono all'interno dell'area monetaria europea – spiega Paolo Guerrieri, professore di Economia a La Sapienza e vicepresidente dell'IAI (Istituto Affari Internazionali) – sono tali per cui anche un paese così piccolo come la Grecia, se si trovasse in difficoltà a far fronte ai suoi debiti, potrebbe provocare dei contraccolpi molto forti a livello di sistema bancario degli altri paesi. Quindi il problema della Grecia – sottolinea Guerrieri – è il problema di qualsiasi altro paese della zona euro». Il rischi di un effetto “domino” all'interno dell'Unione Europea esiste, soprattutto per alcuni paesi economicamente più deboli. La Grecia potrebbe quindi «espandere il suo contagio» a paesi come Portogallo, Irlanda e Spagna (i cosiddetti “P.I.G.S.”), diventando una vera e propria crisi di un'intera parte dell'eurozona.


Guerrieri: «L'Europa deve avere una sua politica economica e strategia di crescita»
«In realtà la somma dei piani di aggiustamento dei singoli paesi non basta. C'è un male oscuro – precisa il vicepresidente dell'IAI – dell'Europa dell'area dell'euro che si chiama 'bassa crescita' o 'ristagno della domanda interna in Europa'. Questo è un male oscuro che rende i piani di aggiustamento molto difficili da realizzare perchè questi piani essenzialmente riducono la produzione; a questo punto se il singolo paese non può far conto dell'Europa che cresce, il problema dell'aggiustamento diventa un cane che si morde la coda. Ovvero – ribadisce Guerrieri - quello che taglio e che guadagno, lo perdo con una minore capacità di crescita». «L'Europa si deve ormai far carico di essere un'area monetaria e di avere quindi una sua politica economica e una sua strategia di crescita. Senza questo elemento – conclude il professore –, questi piani rischiano di essere irrealizzabili o in qualche modo inutili per quanto riguarda la possibilità di rilancio e di superamento delle tensioni».

(antonino marsala)2010-02-16 18:47:43

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