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la vicenda dell'azienda colosso dei call center

Phonemedia, quasi 6000 dipendenti senza stipendio da mesi

Situazione drammatica nelle sedi del sud. A Catanzaro i dipendenti manifestano nel centro cittadino

Bassi salari e alta produttività, questa la ricetta del colosso dei call center Phonemedia.In tutta Italia circa 6000 dipendenti e commesse da grandi aziende ed enti pubblici. Ma nonostante i successi viene paventata la crisi e l'azienda è ceduta al gruppo Omega, nel suo curriculum una lista di fallimenti. Ora i dipendenti non percepiscono lo stipendio da mesi e sono costretti a mettere in atto varie forme di lotta. Si sospetta la truffa. Nelle sedi del sud la situazione è drammatica, a Catanzaro i lavoratori occupano il proprio posto di lavoro e oggi manifestano per le strade del capoluogo. Ascolta la cronaca della manifestazione.

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La mappa della crisi economica italiana è vasta ma esistono alcuni settori dove, nonostante il motore continui a girare con ottime performance, i lavoratori cessano di percepire lo stipendio. E' il caso delle telecomunicazioni e del comparto legato alle nuove tecnologie. Il combinato disposto di questi due rami di produzione si traduce a livelli più bassi nei famigerati call center.


Perchè dunque si usa il paravento della crisi per giustificare una situazione che con l'affanno dell'economia c'entra poco. Il motivo sta nei giochi di scatole cinesi e cessioni di rami d'azienda a cui una parte dell'impresa italiana sembra ormai abbonata. Così scoppiano i casi Eutelia, Agile o Omega. Oppure, con molto meno risalto dei media, la vicenda di Phonemedia, un colosso dei call center.


L'azienda nata a Novara in pochi anni è diventata leader del settore con interessi anche all'estero. In Italia conta sedi a Trino Vercellese, Biella, Monza, Bologna, Casalecchio di Reno, Pistoia, Bitritto, Bari, Catanzaro, Vibo Valentia e Trapani, complessivamente lavorano circa 6.000 dipendenti che gestiscono il servizio di contact center per grandi aziende come Telecom Italia, Enel, Tim, Wind, H3g, Vodafone, Avon, ma anche i servizi di prenotazione per molti istituzioni ed enti pubblici quali Regioni, Comuni ed Asl.


La ricetta del successo è abbastanza semplice: alta produttività e bassi salari. I territori ai quali si applica questa politica accolgono Phonemedia nonostante tutto con favore. Basti pensare al caso del sud, a Trapani come a Catanzaro dove la disoccupazione raggiunge alti livelli. Tuttavia anche il call center è un'occasione di lavoro, poi però succede qualcosa di strano.


L'azienda non sembra in grande crisi ma la proprietà decide di dismettere l'attività e i lavoratori finiscono sotto il gruppo Omega, lo stesso dell'ex Eutelia. Il risultato è che da più di tre mesi non arriva lo stipendio e a rischio ci sono tredicesime e Tfr. Per i lavoratori di Phonemedia la vera ragione di tutto ciò deve ricercarsi nel comportamento, a dir poco, non trasparente di Cazzago. La vera ricchezza dell'impresa non sarebbe data dalle commesse ma dai finanziamenti comunitari ( a favore delle zone svantaggiate del sud) che nel settembre del 2008 hanno raggiunto la cifra di 11milioni di euro. A ciò si aggiunge il fatto si è continuato ad assumere fino a poco tempo fa, ed è su questo punto che per i dipendenti sorgono i maggiori sospetti.


Si sospetta la truffa e scattano le proteste, a Catanzaro come in altre sedi lavorano in pochi e molti posti di lavoro sono occupati, oggi nel capoluogo calabrese si tiene una manifestazione dei dipendenti visto che ancora oggi non arrivano risposte di nessun genere. Forse per sbloccare la situazione sarebbe dovuto accadere la stessa cosa successa nella sede romana di Eutelia, quando l'ex propietario ha tentato di entrare nei locali dell'azienda supportato illegalmente da una squadraccia di vigilantes.

(alessandro fioroni)2010-01-20 13:20:52
Fonte foto: (ami)

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