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Al vaglio norme sui contestarori nelle manifestazioni. Facebook cancella i gruppi pro e contro Tartaglia

Berlusconi, Maroni: «In Cdm misure contro i siti che istigano alla violenza»

Il ministro riferisce alla Camera. Intervento di Di Pietro, il Pdl lascia l'Aula

Il ministro dell'Interno riferisce a Montecitorio sull'aggressione a Berlusconi: «Provata la premeditazione di Tartaglia». Difeso l'operato della polizia: «Nessun rilievo, ha sventato una violenta manifestazione sotto il palco». Sotto accusa «la crescente campagna contro il premier che rischia di innescare una spirale emulativa». Social network e contestazioni, al vaglio norme restrittive. Intanto Facebook cancella le pagine deidcate all'agressore e a Berlusconi. Il responsabile del Viminale condivide l'appello di Napolitano ad abbassare i toni, ma l'opposizione replica: «Ci sono incendiari vestiti da pompieri». Di Pietro prende la parola, i deputati del Pdl abbandonano l'Aula.

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Anche se Tartaglia ha detto di aver agito per rabbia contro Berlusconi e le politiche della maggioranza, la premeditazione «risulta provata». Questo è quanto sostiene il ministro dell'Interno Roberto Maroni, che questa mattina, in una seduta particolarmente carica di tensione, ha riferito in Aula alla Camera sull'aggressione subita dal premier Berlusconi domenica a Milano. Il responsabile del Viminale ha fornito una ricostruzione della giornata di domenica e dei movimenti di Tartaglia: l'uomo era in piazza Duomo già dalla mattina, intento a preparare «il suo folle gesto». La premeditazione sarebbe quindi manifesta, ipotesi «provata anche dalla circostanza che aveva con sé altri oggetti atti a offendere, tra cui un crocefisso in materiale resinoso».


Maroni ha poi difeso l'operato della polizia, sul cui operato sono stati sollevati dubbi dopo che Striscia la Notizia ha riportato le voci di due testimoni che sostenevano di avere avvertito invano gli agenti circa un sospetto attentatore. Il ministro ha spiegato che i due, convocati dalla questura di Milano, hanno reso una testimonianza non firmata in cui hanno affermato di aver segnalato l'uomo alla polizia, ma non hanno parlato di frasi pronunciate da Tartaglia contro Berlusconi. Niente da contestare quindi sull'operato delle forze dell'ordine, che invece avrebbe agito secondo le procedure: «I dispositivi attuati hanno consentito di sventare una violenta contestazione al presidente del Consiglio proprio sotto il palco», ha sottolineato Maroni. Per quanto riguarda la sicurezza e la protezione del premier, la responsabilità «compete direttamente all'Aisi», l'agenzia dei servizi segreti civili, e il ministro spera che su questo punto non si costruisca una nuova polemica politica.


Non è mancata poi la critica contro la «progressiva crescente campagna contro la persona» di Berlusconi, che «in molti casi travalica le legittime regole del confronto democratico e finisce per scatenare una pericolosa spirale emulativa». Il rischio è che questo clima «finisca per innescare una pericolosa spirale emulativa», non solo nella realtà fisica. Da qui i rilievi contro Internet e i social network, come Facebook, su cui sono comparse pagine dedicate a Tartaglia: «E' ripresa la proliferazione di gruppi che inneggiano all'aggressione del premier. E, come già accaduto in passato, incitano alla violenza nei confronti di Berlusconi». Per Maroni si tratta di «una vera e propria istigazione a delinquere» a mezzo Internet, «con effetti che tutti, purtroppo, abbiamo visto»: per questo il governo sta valutando «ogni possibile iniziativa legislativa per procedere all'oscuramento di quei siti», da presentare già al prossimo Consiglio dei ministri di giovedì, insieme a misure «per contrastare in modo più efficace episodi di violenza nelle manifestazioni pubbliche». L'ipotesi di «leggi speciali» sul web sono state immediatamente contestate dal leader dell'Udc Pierferdinando Casini: «Le leggi esistenti già consentono di punire le violazioni. Negli Usa Obama riceve intimidazioni continue su Internet, ma a nessuno viene in mente di censurare la Rete. Guai a promuovere provvedimenti illiberali». Intanto l'ufficio stampa di Faceboook Italia ha reso noto che sono stati già chiusi i gruppi "Fan di Massimo Tartaglia" - che contava 60 mila sostenitori -, come anche "Sosteniamo Berlusconi contro i fan di Massimo Tartaglia" - 380 mila sostenitori - e "Solidarietà a Silvio Berlusconi" - 2 milioni di adesioni - pagine a cui molti utenti si erano trovati iscritti a loro insaputa e a cui era stato cambiato il nome. 


Tensione tra gli schieramenti
Una seduta ad alta tensione, in cui gli inviti del presidente Napolitano ad abbassare i toni per tornare a un «confronto civile tra le parti» sono apparsi inascoltati. Dopo Maroni, l'intervento del capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto ha infiammato subito infiammato la discussione: «La mano di chi ha aggredito Berlusconi è stata armata da una spietata campagna di odio: ognuno si assuma la propria responsabilità», ha detto puntando il dito contro Repubblica, Il Fatto Quotidiano e «quel terrorista mediatico di nome Travaglio», oltre ai pm in tv, il leader Idv Di Pietro e - rivolgendosi direttamente al segretario democratico Bersani - qualche settore giustizialista del Pd. Frasi criticate dallo stesso Bersani, che sottolinea «il rischio che qualcuno si vesta da pompiere per fare l'incendiario e che cominci un gioco di criminalizzazione reciproca fra noi che vada oltre il segno.


Il clima si è poi surriscaldato quando ha preso la parola Di Pietro e i deputati del Pdl hanno abbandonato l'Aula. «Non ci faremo intimidire. Noi non facciamo opposizione in odio a Berlusconi ma per amore del nostro Paese», ha detto il leader Idv. «Da quindici anni ci battiamo contro provvedimenti che offendono le coscienze - ha proseguito - e questo crea odio, questo arma la mano istigata da problemi di una maggioranza e un governo che piegano il Parlamento a proprio uso». Di Pietro ha poi espresso «solidarietà totale mia e del partito alle persone condannate a morte da Cicchitto perché questo è il primo passo per la criminalizzazione che egli fa in ossequio all’invito di Napolitano ad abbassare i toni».

(ami - video: antonino marsala)2009-12-15 11:27:42
Fonte foto: ami

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