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l'irruzione in uno stabile abitato da africani

Immigrazione, tensione nel quartiere romano del Pigneto

La GdF ferma 25 senegalesi, i testimoni parlano di violenze operate dagli agenti

Nel popolare quartiere del Pigneto, nella zona sud di Roma, ieri una ventina di agenti della Guardia di Finanza in tenuta antisommossa hanno fatto irruzione in uno stabile abitato da immigrati senegalesi, quì hanno distrutto suppellettili e sequestrata la merce venduta dagli ambulanti. Fuori, raccontano i testimoni, chiunque sembrasse straniero veniva picchiato. Per la Finanza tutto è iniziato per un'aggressione subita da quattro agenti in borghese da parte degli stranieri, per quest'ultimi invece si tratta di un'azione premeditata di repressione contro gli immigrati. Sullo sfondo c'è il sospetto della speculazione edilizia in una zona che sta cambiando pelle diventando una dei centri della movida romana.

Una conferenza stampa per raccontare quello che è successo ieri intorno alle 18.30 nel quartiere romano del Pigneto, nella zona sud della capitale. In questo modo i cittadini immigrati, senegalesi per la maggior parte, e italiani che vivono nella zona hanno reso nota  un'azione della Guardia di Finanza che ha portato all'arresto di 25 ragazzi stranieri dei quali 7 sarebbero ancora in attesa di processo.


I testimoni parlano di una violenza inusitata da parte dei finanzieri, non nuovi a controlli e sequestri, visto che molti dei ragazzi africani vivono lavorando come ambulanti. Ma questa volta sono andati oltre facendo irruzione in uno stabile di via Campobasso, sfondando finestre e suppellettili. Ibrahim che abita nel seminterrato della casa racconta: «gli agenti sono entrati nella casa e hanno buttato tutto all'aria, cercavano dovunque anche sotto al letto, hanno sollevato anche i materassi». Fuori chiunque sembrasse straniero, sempre secondo i testimoni dei quali alcuni italiani, veniva picchiato.


La causa scatenante, dalle dichiarazioni della Finanza, è stata un'aggressione subita da alcuni agenti in borghese. Per gli africani invece è andata diversamente, dice Mombaye un negoziante del Pigneto: «gli agenti in borghese vogliono fermare un ragazzo con due portafogli, lui scappa ma viene preso. A questo punto altri ragazzi africani protestano per ottenere la sua liberazione ed è quì che inizia tutto», arrivano numerosi blindati e una ventina di agenti in tenuta antisommossa che circondano le vie adiacenti e cominciano la loro opera.


Quello del Pigneto è stato un episodio, ancora isolato a Roma, ma che sta diventado sempre più frequente. La repressione dei venditori ambulanti stranieri, gli scontri con i vigili urbani segnano la vita in particolar modo del centro cittadino. Ma il Pigneto è un zona storicamente popolata da immigrati, negli anni '40 e '50 gli italiani del sud descritti da Pier Paolo Pasolini che quì ambientò il film "Accattone", poi gli stranieri che hanno trovato case malridotte ma a basso prezzo. Ora la situazione sta cambiando e, come dicono sottovoce molti residenti, il quartiere ha visto lievitare affitti e costi delle abitazioni, nella zona hanno aperto molte attività commerciali della ristorazione, il sospetto è che si voglia creare una vetrina della movida romana adatta alla speculazione dove non sono tollerati elementi "disturbatori" e diversi.


Per discutere di tutto questo il Comitato di quartiere Pigneto-Prenestino, l'Osservatorio antirazzista insieme ad altre associazioni di immigrati hanno organizzato per il 10 ottobre una serata di incontri con il quartiere durante i quali verrà lanciata anche la manifestazione contro razzismo e pacchetto sicurezza del 17 ottobre.


 

(alessandro fioroni)2009-10-06 16:06:32
Fonte foto: (ami)

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