Login | Home | Foto | Servizi | Clienti | Produzioni

Multimedia

video non presente video non presente audio non presente foto

Appello ai partiti per la riforma del sistema

Usa, Obama si gioca tutto sulla sanità e vince. Almeno nei sondaggi

Il discorso al Congresso rilancia l'apprezzamento degli americani per il presidente

«L'America è l'unica democrazia avanzata, è l'unica nazione ricca, che si trova in condizioni così penose», ha tuonato il presidente con tono enfatico, delineando un paese «dove le assicurazioni ti possono revocare ogni assistenza col pretesto di una malattia preesistente, o perché hai perso il lavoro». Con il discorso di ieri Barack Obama si è giocato il tutto per tutto e per il momento l'azzardo sembra pagare. I sondaggi davano ormai costantemente in calo la sua popolarità, ma le parole di ieri riguardo la riforma della Sanità lo stanno rilanciando alla grande. L'inquilino della Casa Bianca è quindi deciso ad andare avanti, sa di non essere il primo presidente a provarci, «ma – come ha affermato ieri - voglio essere l'ultimo».

Articoli Collegati

«Il tempo delle polemiche è finito. Il tempo dei giochi politici è passato. Adesso è il momento dell'azione», ha detto il presidente degli Stati Uniti chiedendo un impegno congiunto a entrambi i partiti in parlamento «per mostrare agli americani che siamo in grado di fare quello quello che siamo stati mandati qui a fare: produrre la riforma sanitaria».


Un piano da 900 miliardi di dollari in dieci anni quello di Obama, che «non aggiungerà un centesimo al deficit» che si autofinanzierà attraverso risparmi nel settore e tasse su assicurazioni private e contribuenti più ricchi. Oltre ai repubblicani, anche i democratici moderati sono preoccupati delle cifre, dubbi che Obama ha tentato di smorzare spiegando che la riforma costerebbe «meno delle guerre in Afghanistan e Iraq». Nelle intenzioni di Obama a giovarne sarebbero non solo gli americani senza assistenza - «molti appartenenti al ceto medio» - ma anche chi è già assicurato e si vedrebbe garantite più sicurezze. Una idea che però è stata in parte modificata per venire incontro alle opposizioni più oltranziste, così almeno inizialmente la riforma riguarderà solo i più indigenti, solo il 5% della popolazione. Tra le opzioni previste c'è anche la creazione di un ente federale che si porrebbe in concorrenza con le compagnie assicurative private per assicurare «un'autentica possibilità di scegliere, una concorrenza che offra agli americani diverse opzioni».


«Con la riforma sanitaria sarà illegale per le compagnie di assicurazione negare la copertura per malattie preesistenti. E non sarà possibile stabilire limiti arbitrari al rimborso da ricevere», ha rimarcato il presidente, «nessuno dovrebbe finire in bancarotta solo perché si è ammalato».


Il presidente sa però di non poter mettere troppo sul piatto e puntare i piedi sull'opzione pubblica. Un'apertura potrebbe verificarsi su una riforma “per gradi” che, in opposizione alle compagnie di assicurazione, preveda inizialmente la più cauta introduzione di cooperative. I toni duri però ci sono: «Non perderò più il mio tempo», è la minaccia dopo aver auspicato inutilmente una soluzione proveniente dal Congresso.


La sfida è lanciata, Obama si gioca tutta la sua credibilità. Il piano deve andare in porto «entro la fine dell'anno» e su questa scadenza potrebbe giocarsi l'intera agenda delle riforme, così come lo stesso mandato presidenziale. I repubblicani - forti anche dell'appoggio delle lobby assicurative e sanitarie - intravedono l'occasione per scalfire in maniera decisiva Obama, che a sua volta tenterà di ricompattare il suo partito diviso: necessario per l'approvazione della riforma, ma anche per il proprio futuro.


 

(valerio perogio)2009-09-11 12:11:15

Condividi

| | | More

Commenta