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sette insegnanti sul tetto del provveditorato di Benevento

Scuola, protesta l'Italia dei precari

Sindacato Gilda: «La situazione è drammatica». Lunedì manifestazione a Roma

A Roma docenti in mutande dinanzi il liceo Newton, a Milano incatenti sulla porta dell' Ufficio scolastico provinciale, a Benevento sette insegnanti sul tetto dell'ex provveditorato con lo striscione "Come gli operai dell´Innse, fino a quando non avremo risposte". È la protesta dei precari della scuola, anche se tengono a sottolineare che in molti, precari, lo sono diventati con i tagli e i conseguenti accorpamenti delle classi. In Molise un consigliere regionale, Michele Petraroia, chiede l'utilizzo dei fondi Fas per integrare i 500 che rischiano il posto nella piccola regione. In Campania Bassolino solleva le sorti di 300 precari, ma in 8mila rischiano lo stipendio. (intervista a Francesco Amodio dei Cobas Scuola)

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Viene definita come la protesta dei precari della scuola. «Ma nella scuola chi ieri non era precario oggi lo è diventato», spiega sulle frequenze si radiopopolare una insegnante di francese che trascorre, oggi, l'ennesima giornata sul tetto dell'ex provveditorato agli studi di Benevento. «Molti di noi erano di ruolo, ma con i tagli ai fondi per la scuola pubblica le classi supereranno le trenta unità e anche chi, come me, ha vinto concorsi e ha dieci anni di servizio in cattedra quest'anno rischia di non lavorate». Solo in Campania il numero di chi lo scorso anno lavorava ma oggi rischia di non farlo si aggira sulle ottomila unità. Ieri i docenti avevano effettuato un blitz all'Ufficio scolastico regionale, oggi sulla stessa soglia d'ingresso si sono verificati momenti di tensione tra i manifestanti polizia. «Non mi fanno entrare nemmeno per chiedere qual è la mia destinazione», lamenta un professore dinanzi un cordone di celerini; «sono un insegnate di ruolo e devo solo sapere in quale scuola devo andare».

Ieri la Regione Campania ha provato a mettere una pezza intervenendo direttamente per trecento precari della scuola. «Nel mondo della scuola, così come in altri campi, la crisi è ancora forte e continua a mordere. Sono proprio il Mezzogiorno e in particolare la Campania a pagare il prezzo più alto. Basta pensare che nell'anno scolastico 2009-2010, al Sud si concentrerà più del 50% dei tagli al personale e la Campania sarà in assoluto la regione più colpita», spiegava in una nota diramata da palazzo Santa Lucia il presidente della giunta campana Antonio Bassolino. «Come Regione Campania anche per quest'anno assumiamo l'impegno a mantenere in ruolo almeno 300 docenti precari; ma è necessario che anche il Governo faccia la sua parte, rispettando l'accordo preso con noi due anni fa e dunque mantenendo in ruolo almeno altri 300 docenti precari. Noi pensiamo, però, che sia necessario andare oltre e fare un ulteriore sforzo come Governo come Regione. Per questo, occorre subito la convocazione di un tavolo interistituzionale con il Governo, la Regione, le Province e i sindacati per definire nuove possibili soluzioni. A 150 anni dall'unità d'Italia, investire sulla scuola e ridurre la differenza tra Nord e Sud sul terreno dell'educazione e della formazione è la scelta più importante da fare».


La protesta dilaga in ogni provincia d'Italia. A Roma i supplenti in attesa di ricevere l'assegnazione per una cattedra si sono spogliati rimanendo in mutande davanti al liceo scientifico Newton. Altri cento supplenti sono da ore nel liceo scientifico in attesa di ottenere la cattedra per l'insegnamento di educazione fisica nelle scuole romane. Un'altro gruppo di insegnanti del Coordinamento precari scuola ha interrotto l'assegnazione delle supplenze stamattina nella scuola polo Bertrand Russell di Roma. «Siamo qui per protestare contro i tagli del governo che hanno ridotto le disponibilità di posti per noi docenti a termine», spiegano dall'istituto sulla tuscolana.


In Molise Il consigliere regionale Michele Petraroia chiede il rapido intervento della giunta regionale per sostenere i circa 500 precari della scuola che quest'anno non si sono visti rconfermati: «Sollecito l'assessore all'Istruzione Sandro Arcoal confronto con le rappresentanze sindacali e ad impegnarsi con la giunta per importi considerevolmente superiori ai 500 mila euro stanziati anche prevedendo l'utilizzo di tre-quattro milioni di fondi Fas».

Alcuni professori di Milano si sono incatenati, sempre stamane, dinanzi l’Usp (Ufficio scolastico provinciale), in via Ripamonti 58. «Il presidio andrà avanti fino al ritiro dei tagli», spiegano, battaglieri, gli insegnanti riuniri dal “Coordinamento lavoratori della scuola 3 ottobre”, sezione milanese del Coordinamento Precari scuola nazionale. «Oltre mille lavoratrici e lavoratori precari, tra insegnanti e personale Ata, sono attualmente disoccupati nella provincia. Il Governo mantiene le promesse, il nuovo anno scolastico si apre con 43.000 cattedre in meno in tutta Italia, mentre aumenta il numero di alunni per classe», spiegano dal presidio.

(ami)2009-09-02 15:28:20
Fonte foto: (ami)

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