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la riforma sanitaria prevede la copertura assicurativa obbligatoria per tutti

Usa, la riforma sanitaria primo ostacolo per Obama

Il presidente vede scendere del 10% i consensi

La riforma sanitaria sembra essere il primo vero scoglio per Barack Obama, che dovrà combattere al Congresso con l'opposizione repubblicana ed anche quella dei rappresentanti delle classi medio alte, fieramente contrari all'ipotesi di una sanità obbligatoria per tutti. I consensi del presidente scndono del 10%, ma Obama, dopo un discorso forte sui temi razziali venerdì scorso, dice che gli Usa devono «cogliere l'opportunità».

Per la prima volta dalla sua investitura alla Casa Bianca il presidente americano Barack Obama ha ottenuto meno del sessanta per cento di consensi favorevoli: lo rileva oggi un sondaggio realizzato per il quotidiano "Washington Post" e per l'agenzia "Abc News2". La riforma sanitaria sembra essere il grande scoglio contro il quale il neo presidente si è andato a scontrare. L'economia e il deficit del bilancio federale le altre due principali cause di scontento.


Secondo i risultati pubblicati, il 59% degli intervistati dichiara di essere sostenitore dell'operato di Obama: un punteggio che va oltre il 10% più in basso rispetto ai sondaggi pubblicati a primavera, quando la sua popolarità era al massimo. Il 52% degli americani risulta poi condividere le scelte economiche del presidente, ma anche in questo caso, il valore è sotto di 8 punti rispetto alla primavera scorsa.


La riforma sanitaria
La riforma sanitaria appare sempre più come una lama a doppio taglio e non solo al Congresso. Oltre al calo di consensi in generale, il fatto forse più preoccupante per la Casa Bianca è che oltre la metà degli americani non è convinta che il piano Obama - che prevede l'assicurazione sanitaria obbligatoria per tutti gli americani garantendola, anche con interventi statali finanziati con aumento delle tasse ai redditi più alti, così agli oltre 45 milioni di cittadini che al momento ne sono privi - possa cambiare in meglio la situazione della Sanità.


Secondo le cifre di Washington, il numero degli scettici è salito negli ultimi mesi: se ad aprile il 57 per cento approvava il piano, ora solo il 49 per cento lo sostiene. La percentuale dei contrari è salita dal 22 al 44 per cento, con uno zoccolo duro di critici della riforma tra gli elettori repubblicani, oltre i tre quarti del totale. Fondamentale, dice il "Washington Post" la divisione netta per reddito reddito: il piano è sostenuto dai due terzi delle persone che appartengono a famiglie con redditi inferiori ai 50mila dollari, mentre tra i redditi più alti l'opposizione è al 52 per cento. Sembra trattarsi di un'opposizione classista che combatte per mantenere il proprio status.


Secondo Obama, che ha parlato sabato scorso agli americani come ogni settimana, il Congresso avrà due possibilità: continuare a parlare e far aumentare il numero degli americani senza copertura sanitaria o «cogliere l'opportunità, che non potremmo riavere per generazioni, ed alla fine approvare la riforma della sanità entro il 2009». Con toni duri, il presidente ha criticato l'ipotesi di un prolungato dibattito al Congresso sulla riforma: «continuare a parlare e fare cavilli e lasciare che questo problema peggiori e colpisca sempre più famiglie o aziende con un numero sempre maggiore di americani che perde la copertura sanitaria». Dopo il passaggio alla commissione Sanità al Senato, venerdì due commissioni della Camera hanno approvato - sempre con l'opposizione dei repubblicani - la proposta di riforma.


Un nuovo corso per gli afroamericani


«Ho notato che quando parlo della responsabilità personale della comunità afroamericana, questo viene messo in risalto. Ma l'altra metà del discorso, quella in cui ho parlato della responsabilità del governo, non ha fatto notizia». Nel fine settimana, in un'intervista con il quotidiano "Washington Post", Obama ha poi affrontato il tema razziale, facendo seguito al discorso tenuto venerdì scorso (17 luglio) alla National Association for the Advancement of Colored People (Naacp), la più antica associazione per i diritti civili negli States. La stampa Usa ha infatti descritto il suo discorso per il 100 anniversario della Naacp come un messaggio di «tough love», amore severo, per i neri d'America, in particolare i giovani.


Obama ha insistito sulla necessità di un «cambiamento generazionale» all'interno della comunità afroamericana. «Se non l'abbiamo già raggiunto, credo che siamo vicini ad un punto in cui vi saranno in questo paese più afroamericani che non hanno vissuto nulla che sia anche vicino alle Jim Crow (come vengono nominate le leggi che fecero da fondamento alla segregazione razziale, n.d.r.) che quelli che hanno vissuto sotto queste leggi. E questo ovviamente cambia la prospettiva».


A poco più di sei mesi dall'insediamento, il presidente è infatti tornato con questo discorso sul tema della razza. L'arrivo del primo presidente afroamericano al potere non ha abbattuto le barriere razziali - ha di fatto esplicitamente detto venerì scorso Obama -, ogni giovane afroamericano ha il dovere di impegnarsi nella sua vita per superarle. A New York ha parlato di un nuovo corso, nel quale il fulcro non deve essere più la lotta contro i pregiudizi, ma quella contro le «ineguaglianze strutturali del sistema». «I giovani neri oggi devono aspirare ad essere scienziati, ingegneri, medici, e non solo giocatori di basket o musicisti di rap - ha detto Obama. Devono aspirare a diventare giudice della Corte Suprema. Voglio che aspirino a diventare presidente degli Stati Uniti», ha concluso trascinando la platea in un applauso partecipato.


 

(ami)2009-07-20 16:02:13
Fonte foto: jurveston

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