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da capri il capo dello stato invita stampa e politica a non criticare il premier

G8, Napolitano: Stop alle polemiche. Disappunto di Radicali e Rifondazione

Per La Torre (Pd) monito opportuno

Davanti ai giornalisti raccolti a Capri il Capo dello Stato ha rivolto un messaggio dal significato inequivocabile: «Sarebbe giusto, di qui al G8, data la delicatezza di questo grosso appuntamento internazionale, avere una tregua nelle polemiche». Polemiche che svelano, in queste ore, sulla stampa europea prevalentemente, le frequentazioni di escort da parte del premier. Rivelazioni e inchieste che certo non gratificano la reputazione internazionale di Silvio Berlusconi descritto, sul New York Times, come l'artefice di un declino morale simile a quello raccontato da Petronio nel Satyricon.

«Io capisco le ragioni dell'informazione e della politica, ma il mio augurio ed il mio auspicio in questo momento sono di una tregua nelle polemiche», ha spiegato il capo dello Stato. Napolitano, che festeggia a Capri l'ottantaquattresimo compleanno, ha ricevuto in mattinata il premier: «Abbiamo avuto una conversazione un po' più ampia con il presidente Berlusconi, in vista del G8 e in vista della conferenza stampa di questo pomeriggio». Un faccia a faccia nel quale probabilmente Berlusconi ha imputato alla stampa un'opera di screditamento verso l'autorevolezza delle istituzioni italiane, mentre Napolitano, forse, ha raccomandato al premier sobrietà nel ricevere gli otto grandi.

«Credo che l'appello di Napolitano confermi la saggezza e l'equilibrio del presidente della epubblica, che tutto il Paese possa ritrovare in lui un assoluto e solido punto fermo anche nei momenti difficili», ha subito spiegato Nicola Latorre, vicepresidente dei senatori del Pd, interpellato dall'agenzia Dire. «Condivido pienamente il contenuto di questo appello; io stesso alcuni giorni fa avevo detto che, in vista di alcuni particolari appuntamenti internazionali, è opportuno che chi rappresenta il nostro Paese svolga le sue funzioni senza essere travolto da polemiche che possono indebolirne le ragioni nel confronto con i rappresentanti degli altri Paesi». Per Latorre, «ci sono dei momenti in cui è giusto esaltare il valore dell'unità nazionale. Questo non significa tacere o mettere da parte le ragioni di un profondo dissenso all'azione del governo».


Di parere differente chi si pone a sinistra del Partito Democratico, o di chi, come nel caso del radicale Marco Beltrandi, è stato dal Pd traghettato in parlamento. «Sono sconcertato. Credo che perche poi segua una conversazione con il presidente del Consiglio è un dettaglio che non mi rassicura». Bertrandi si domanda: «Di cosa abbiamo paura? Non posso pensare che l'invito sia rivolto ai media. Perché fanno il loro mestiere. E allora è rivolto a noi, alle forze politiche? Se è così, che facciamo? Siccome c'è il G8, sospendiamo anche l'attività della Camera, perché anche lì si fanno polemiche. Preferisco dire che non capisco». «Nessuna ragione può essere chiesta una sospensione della vita politica e democratica solo perché c'è un G8. Spero di aver capito male». Beltrandi non condivide le dichiarazioni del Capo dello Stato, il quale, in vista del G8, auspica una "tregua" nelle polemiche di informazione e politica. Parole che «sarebbero incredibili in qualsiasi altro paese occidentale». Il fatto poi che il presidente della Repubblica parli dopo aver sentito al telefono il premier, «aumenta ancora di più il mio sconcerto». Per l'eponente radicale «un appello di questo tipo sarebbe inammissibile ovunque.


Anche Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista, esprime il proprio disappunto per la sortita del presidente della Repubblica. «Mi dispiace perchè l'invito proviene dalla massima carica dello Stato, per la quale nutro profondo rispetto, ma non reputo raccoglibile l'appello del presidente della Repubblica a una “tregua della polemica politica e di informazione” in coincidenza con il G8 dell'Aquila perchè il problema non è di smetterla con le polemiche ma quello di aprire una seria discussione sui problemi del Paese, problemi che vengono regolarmente ignorati dalla politica». Ferrero considera «infatti intollerabile e incredibile che il governo Berlusconi continui ad affrontare la crisi a suon di favori per le fasce ricche e senza fare nulla in termini di redistribuzione del reddito. In questo modo contribuisce solo ad aggravare la crisi stessa. Quanto poi al G8, come occasione di una 'moratoria nazionalè rispetto alle polemiche, penso, in tutta franchezza, che il G8 non può essere il pretesto per una moratoria in quanto questo organismo non ha nessuna legittimità e autorevolezza in questo senso, anzi -conclude Ferrero- si tratta di un organismo non democratico che rappresenta proprio quei governi che con le loro politiche ci hanno portato ad una crisi che stanno pagando soprattutto i lavoratori».

(ami)2009-06-29 13:16:00
Fonte foto: Daniele Lanci

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