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Il Corso di Laurea in Informazione e Sistemi editoriali, fiore all'occhiello dell'ateneo e inspiegabilmente accorpato

Università. Il taglio del corso in Informazione di Tor Vergata accende le proteste

Proteste dal mondo accademico ed un'interrogazione urgente al Ministro Gelmini

Le proteste di studenti e professori ed il dibattito acceso all'interno dell'Università di Tor Vergata (Roma) non è ancora bastato a far rimbalzare sulle pagine dei quotidiani nazionali la notizia della decisione di chiudere il corso di laurea in Informazione e sistemi editoriali. Ma gli scontri che la decisione ha acceso e soprattutto il successo di questa scuola di formazione post-laurea avrebbero dovuto far saltare agli occhi l'anomalia della decisione, presa ufficialmente per andare incontro alle nuove politiche di tagli all'Università avviate quest'anno dal ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini.

Il tam tam scatenato su Facebook , le proteste di studenti e professori ed il dibattito acceso all'interno dell'Università di Tor Vergata (Roma) non è ancora bastato a far rimbalzare sulle pagine dei quotidiani nazionali la notizia della decisione di chiudere il corso di laurea in Informazione e sistemi editoriali. Eppure gli scontri che la decisione ha acceso e soprattutto il successo di questa scuola di formazione post-laurea della facoltà di Magistero avrebbero dovuto far saltare agli occhi l'anomalia della decisione, presa ufficialmente per andare incontro alle nuove politiche di tagli all'Università avviate quest'anno dal ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini.


Malgrado l'opposizione, il Corso di Laurea in Informazione e Sistemi editoriali dell'Università di Tor Vergata (fino a due anni fa noto come Laurea Specialistica in Giornalismo e Comunicazione Multimediale) non esisterà più: dal prossimo anno accademico non accetterà nuove immatricolazioni; dal 2010-2011 sarà fuso con un corso visibilmente estraneo, "Progettazione e gestione dei sistemi turistici". A deciderlo un Consiglio di Facoltà straordinario, che ha decretato anche la fusione di altri sette corsi di laurea nella Facoltà di Lettere, nonostante le richieste di corpo docente e studentesco di rinviare la votazione a una fase in cui si potessero avere più informazioni.


La notizia ha scatenato un forte dibattito all'interno dell'Ateneo, assumendo anche toni duri e di scontro politico, che legano la questione, inevitabilmente, alle riforme dell'Università Italiana, ai tagli di fondi operati dal Decreto Gelmini ed anche alla questione delle scuole di formazione per Giornalisti e professionisti della comunicazione che nel nostro Paese sono spesso inutilmente costose.

Il preside della facoltà di Lettere di Tor Vergata Rino Lazzaro Caputo ha sostenuto la necessità dell’accorpamento, la volontà di tutelare ogni corso, e l’impegno nel mettersi a tavolino con gli studenti per meglio strutturare questo passaggio. La paura di fusioni incombeva, data la linea politica di tagli dettata dalla riforma Gelmini. Ma certo, sottolineano studenti e professori, nessuno si aspettava la chiusura di un Corso di Laurea pieno di iscritti (requisito per accedere un voto alla laurea triennale di almeno 110/110), al quale si sono immatricolati negli anni studenti provenienti da ben 24 atenei italiani, e che si proponeva di costituire una via seria, formativa e non costosa per diventare professionisti del mondo dell'informazione. Non costosa, almeno, come lo sono i Master per giornalismo proposto in diversi atenei italiani pubblici e non, tra i quali anche Tor Vergata stessa, che di fronte alla spesa di diverse migliaia di euro propongono in cambio l'accesso all'ordine dei giornalisti, ma non certo una formazione migliore o più adeguata.

Entro domani (venerdì 15) a mezzanotte, la facoltà di Magistero manderà il progetto di formazione al Cun (comitato universitario nazionale), sulla base del quale lo stesso Cun darà una valutazione dell'offerta formativa e potrà decretare la chiusura del corso. La data di scadenza per fare ricorso alla decisione si avvicina quindi ed è per questo che il senatore del Pd, Vincenzo Vita ha chiesto con una interrogazione urgente al ministro Gelmini se sono i tagli all'Univerità la vera causa della chiusura di un corso «fiore all'occhiello della Facoltà».

All'interrogazione di Vita si è aggiunta la voce Luisa Capelli, professore del corso, direttore e fondatore della casa editrice  Meltemi e candidato alle prossime elezioni europee come indipendente all'interno dell'Idv (Italia dei valori) con un progetto intitolato "per un'Europa della conoscenza". Mentre il preside Caputo ha risposto alle obiezioni provenienti dal mondo accademico e non dichiarando «non buttiamola in politica», la Capelli spiega ai microfoni dell'Ami in una skype-intervista come mai la decisione di chiudere il corso sia un fatto politico, che non coinvolge i partiti ma le politiche educative e culturali in Italia.


 

(ami)2009-05-14 20:52:03

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