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Elezioni PRESIDENZIALI IN ALGERIA

Algeria, Bouteflika unico favorito alle elezioni presidenziali

Campagna elettorale a senso unico, l'opposizione pronta a boicottare lo scrutinio

Si sono aperte questa mattina le urne in Algeria. Il paese nord africano va infatti al voto per le elezioni presidenziali. La Lega algerina per i diritti umani ritiene che i media ma anche il governo, le istituzioni ufficiali e l'amministrazione «hanno favorito in maniera flagrante» il candidato presidente Abdelaziz Bouteflika. «Non c'e' stata equità tra i candidati», ha detto il presidente della Laddh, Mustapha Bouchachi, durante una conferenza stampa ad Algeri. Servizio audio: Karim Metref, giornalista e scrittore algerino.

Si svolgono oggi le consultazioni presidenziali in Algeria. I 776mila espatriati in Francia hanno già hanno già votato il 4 aprile. Sono chiamati alle urne 20 milioni e 600 mila algerini, ma è interessante capire quanti si asterranno dalla già annunciata vittoria del 72enne Abdelaziz Bouteflika. Tra i cinque sfidanti che contenderanno a Bouteflika il terzo mandato da presidente nessuno sembra avere le credenziali di vittoria. Tra loro il più conosciuto è Louisa Hanoune, 55 anni leader del Partito dei Lavoratori, e Ali Fawzi Rebaine, 54 anni, del partito nazionalista Ahd 54 (generazione del '54, anno d'inizio della guerra d'indipendenza). I sondaggi danno questi due sfidanti all'un per cento, per una campagna elettorale che non ha concesso loro spazio sui media nazionali e sulla stampa nazionale. Ad essere candidati anche Mohammed Djahid Younsi, 48enne leader del partito islamista al-Islah, Moussa Touati, 56 anni, per il partito del Fronte Nazionale Algerino, e l'indipendente Mohammed Said Belaid, di 62 anni. La rielezione di Bouteflika è un dato praticamente già assunto, il problema è appurare quante persone parteciperanno al voto e quanti contesteranno l'anziano presidente evitando di recarsi alle urne.

Alle consultazioni legislative del 2007 si recarono alle urne solo il 35% degli algerini, segnando il minimo storico della partecipazione democratica a una elezione dalla fine del colonialismo francese. Alle presidenziali del 2004, invece, andò al voto il 55% degli aventi diritto, con una partecipazione del 75% di giovani sotto i 35 anni. Bouteflika per quanto favorito si è speso molto nella campagna elettorale invitando gli algerini a non disertare l'esercizio democratico e rafforzare il processo di riconciliazione nazionale che ha avuto inizio nel 1999 durante il suo primo mandato. Bouteflika divenne presidente dopo la guerra civile del 1992 che vide 150mila persone ammazzate in poco meno di dieci anni.

Un dato allarmante per l'Algeria è il ritorno del terrorismo, che trova agibilità logistica in Cabilia, se pur non supportato dalla popolazione della regione. Nel solo mese di febbraio corrente anno si sono registrate 33 vittime per attentati e 20 nel mese di marzo. Per contrastare il fenomeno Bouteflika ha intensificato l'attività di intelligence e di repressione, garantendo allo stesso tempo una larga offerta di amnistia.

Se rieletto, assicura il presidente, nei prossimi cinque anni metterà in atto un piano di sviluppo economico da 150 miliardi di dollari per ridare slancio all’economia nazionale.

(alessandro di rienzo)2009-04-09 09:25:16
Fonte foto: nndb

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