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ELEZIONI AMMINISTRATIVE DEL 6 E 7 GIUGNO 2009

Bologna, Pasquino: «Voglio una città più europea»

Per il dopo Cofferati il Professore chiede segnali di cambiamento

I candidati alla poltrona di sindaco sono tanti ma Gianfranco Pasquino promette battaglia. Il Professore, alla guida della lista "Cittadini per Bologna", lancia lo sprint finale e per il capoluogo emiliano pensa a una città metropolitana a tutti gli effetti e con una maggiore propensione all'Europa. «Bologna è già una città europea ma deve essere governata in quanto tale».

Torinese di nascita ma residente a Bologna da più di quarant'anni. In altre parole, uno che il capoluogo emiliano lo conosce bene. A due mesi esatti dalle elezioni amministrative del 6 e 7 giugno Gianfranco Pasquino, ex Senatore della Repubblica per la Sinistra Indipendente e per i Progressisti e attualmente professore ordinario di Scienza Politica all'Ateneo bolognese, lancia la volata finale a capo della sua lista “Cittadini per Bologna”.

Pasquino sa bene che la corsa alla poltrona di sindaco è affollata e agguerrita: «Voglio offrire la mia candidatura a un elettorato di sinistra, rassegnato e deluso dall'esperienza di Cofferati», spiega il Professore, evitando di offrire programmi elettorali preconfezionati non rispondenti ai bisogni della città a favore invece di punti programmatici originali. Pasquino chiarisce poi la sua area politica: «È quella della sinistra laica», puntualizza escludendo però ogni rapporto con l'Udc. «Potremmo anche dire di essere degli ulivisti perché vorremmo una coalizione molto più ampia di quella che il Pd ha rifiutato di fare in occasione delle elezioni primarie». A chi lo accusa di essere nostalgico il candidato sindaco replica sostenendo che l'Ulivo non è mai arrivato a un suo compimento.

La ricetta per ridare slancio alla città passa attraversa la vocazione a un maggiore europeismo. «Bologna è già una città europea ma deve essere governata in quanto tale», ricorrendo anche a gesti simbolici. Ad esempio, «cambiare il nome di via Stalingrado con via Alfiero Spinelli», un grande europeista italiano con una forte presenza bolognese. «Se oggi siamo un po' europei lo dobbiamo soprattutto a lui».

Per una città che deve aspirare a trovarsi a suo agio in ambito europeo, grazie alle competenze internazionali del suo sindaco e a una rete di rapporti intessuta in precedenza, esiste anche una città che deve diventare metropolitana non solo a parole ma anche nei fatti. «Sono più di dieci anni, forse quindici, - evidenzia Pasquino - che per Bologna si invoca la città metropolitana». Per farla concretamente occorre «parlare con i comuni limitrofi coinvolti e con il presidente della provincia: interloquire, criticare e giungere a decisioni». I tre passaggi fondamentali su cui il sindaco uscente Sergio Cofferati si è dimostrato carente, se non del tutto assente: l'ex sindacalista, chiosa il Professore, «non ha discusso con nessuno».

(alessio aymone - filippo benni) 2009-04-08 12:11:36
Fonte foto: (ami)

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