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Fra arte e scienza

L’architettura sonora di Michelangelo Lupone

Tre opere in grado di interagire musicalmente tra loro

All'Ara Pacis di Roma installazione sonora d'arte adattiva creata dal compositore Lupone e dall'artista visiva Licia Galizia.

"Musica in forma" è un connubio fra musica, arte e scienza, unite in tre opere: Trio plastico, In coro e Studio III su Volumi adattivi, in grado di interagire musicalmente tra loro e con il pubblico che può "suonare l'opera" spostando i planofoni, dei paraboloidi in diversi materiali (metalli, legno, carta e vetro).
La complessità di questa installazione è nella relazione tra le esigenze espressive tipiche dell'arte visiva e l'esplorazione del suono, resa un'esperienza per tutti, attraverso l'utilizzo di tecnologie che hanno richiesto un lavoro di ricerca durato anni e che ha visto impegnati: musicisti, architetti, fisici, ingegneri elettronici, informatici e diversi tecnici.


La parte tecnica è ottimamente spiegata nel sito del Centro ricerca musicale di Roma, per quanto riguarda l'esperienza che può vivere il pubblico, questa si avvicina molto a "Le città invisibili" di Italo Calvino. Il suono si fa architettura. Si può vivere l'esperienza di un non luogo fatto di vibrazioni e risonanze, invece che di rigidi sbarramenti murali. Un continuo work in progress costruito dallo spettatore, che spostando parti di questa opera - strumento musicale, con le sue mani, crea un piccolo mondo di sensazioni che si adattano allo spazio. Note che sembra abbiano un corpo e una forma che non possiamo vedere con gli occhi, ma solo percepire con l'orecchio. Simbiosi perfetta tra l'uomo che diventa opera e l'opera che diventa uomo.
Anche la forma di questa installazione è perfetta, è visivamente musicale e ricorda le onde sonore e la razionalità di strumenti come il pianoforte. Leggera, delicata e in perfetta relazione con il complesso labirinto che le percezioni dell'occhio e dell'orecchio devono superare per arrivare alla mente. Come se la creatività potesse piegare ed adattare qualsiasi spazio fisico al suo volere.


"L'occhio non vede cose ma figure di cose che significano altre cose".  (Le città invisibili - Italo Calvino)


 

(michele imperio - fabio pagani)2009-04-08 10:19:01
Fonte foto: agenziami.it

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