Login | Home | Foto | Servizi | Clienti | Produzioni

Multimedia

guarda il video video non presente audio non presente foto

Associazioni e sindacati premono sull'Ordine affinché prenda posizione

Kante, immigrata partoriente denunciata. Lo sdegno di Napoli

Il neonato sottratto alla madre

Kante Katadiatou si era recata con le doglie al Fatebenefratelli per partorire. La richiedente asilo in assenza di documenti validi (aveva con se un passaporto scaduto) è stata segnalata alle forze dell'ordine che l'hanno privata del neonato. Il primario di Ostetricia riconduce la condotta del reparto a una circolare della Regione. Bassolino ammette la confusione normativa. Associazioni, cooperative e sindacati chiedono alla Regione e all'Ordine dei medici una presa di posizione netta accompagnata da una normativa chiara. video: intervista a Svitlana Hryhorchuk delle Rdb-Cub.

Associazioni, sindacati e liberi cittadini esprimono sdegno in queste ore per la “delazione” avvenuta ieri all'ospedale fatebenefratelli. Personale medico ha segnalato una partoriente ivoriana come “clandestina” alle forze dell'ordine che hanno di fatto privato Kante Katadiatou, richiedente asilo, del proprio figlio appena nato. Sdegno condiviso da larga pare della cittadinanza in quanto la ragazza migrante si è presentata all'ospedale non per ricevere cure riconducibili a qualunque possibile attività illegale, ma per un comune, naturale parto. Il pacchetto sicurezza ancora non è entrato in vigore quindi il delatore non aveva l'obbligo di segnalazione, non incombeva il rischio di omissione di reato. Apprendiamo in queste ore che molti commissariati hanno in precedenza inviato fax alle direzioni sanitarie dove invitavano il personale medico e paramedico a segnalare eventuali persone prive di regolare permesso di soggiorno. «Ci troviamo in una bufera di portata nazionale senza ragione. Mai e poi mai ci saremmo sognati di denunciare una donna clandestina che viene a partorire qui», spiegava al Corriere del Mezzogiorno Pietro Iacobelli, primario di Ostetricia del fatebenefratelli. In questi casi una circolare della Regione sull’identificazione delle donne straniere dice che il direttore sanitario è tenuto nell’interesse del minore a garantire l’identità della madre o con documento, o con due testimoni o facendo ricorso alla polizia. Noi abbiamo quindi chiesto ala polizia l’identificazione, non l’abbiamo denunciata. Era necessaria la dichiarazione di nascita, ma la donna non aveva documenti validi, visto che ha mostrato la fotocopia di un passaporto scaduto». Una direttiva regionale quindi che di fatto ha permesso la delazione della migrante richiedente asilo e la presa in custodia del neonato. E sulla Regione che sindacati ed associazioni premono affinché prenda una posizione netta, con una circolare, contro la possibile segnalazione che diventerà legge con l'entrata in vigore del pacchetto sicurezza. «Gli annunci sulle nuove normative generano una confusione pericolosissima per la salute dei migranti e dell'intera comunità», si è precipitato a spiegare ieri il governatore Bassolino, «l'esercizio del diritto fondamentale alla salute di una donna e del suo bambino va difeso e garantito di fronte a ogni possibile distorsione o intimidazione. È una questione di civiltà che non può essere elusa da nessuno. Il succedersi di annunci su nuove disposizioni in materia ha generato una confusione pericolosissima, che rischia di avere gravi conseguenze per la salute dei cittadini migranti e dell'intera comunità. Di fronte a questi rischi stiamo lavorando con gli operatori del settore, le associazioni e le ong per garantire una corretta informazione a tutti i soggetti coinvolti». Ed ecco che ong, cooperative e sindacati chiedono in queste ore alla Regione una posizione netta contro il pacchetto sicurezza. «Sarebbe gradita – spiega Svitlana delle RdB – una circolare che ribadisca il diritto di tutti alla cura; attendiamo una drastica presa di posizione anche dall'ordine dei medici in proposito». Svitlana fa riferimento all'ordine dei medici di Bologna. Giancarlo Pizza, presidente dell'ordine spiegò che nel suo «ruolo, non posso dire di non rispettare a una legge di Stato, ma so che cosa farò di fronte a un medico che denuncia un paziente senza permesso di soggiorno: lo mando in commissione di disciplina. E non ho dubbi che verrà sospeso dall'attività professionale». Legge di Stato in palese violazione al giuramento di Ippocrate. Ai medici, alla loro sensibilità, alla deontologia professionale l'ardua sentenza.

(alessandro di rienzo)2009-04-02 11:54:05
Fonte foto: (ami)

Condividi

| | | More

Commenta