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E' PARTITA NEL CAPOLUOGO EMILIANO LA CORSA ALLE AMMINISTRATIVE DI GIUGNO

Guazzaloca: «Bologna lasciata sola a sé stessa»

Per il candidato sindaco de La Tua Bologna un cambio di marcia è possibile

Sotto le Due Torri ha già ricoperto la carica di sindaco dal 1999 al 2004. Ora ci riprova, con l'intento di dare una svolta alla città. Giorgio Guazzaloca ha le idee chiare su quello che Bologna non deve più essere: «Una città ripiegata su sé stessa, senza indirizzo né etico né culturale». E sulla gestione Cofferati dice: «Scoprire adesso che non è stata efficiente mi sembra addirittura una cosa colpevole».

«Una città ripiegata su sé stessa, senza indirizzo né etico né culturale». Bastano poche parole a Giorgio Guazzaloca, candidato sindaco della lista civica La Tua Bologna, per riassumere lo stato attuale del capoluogo emiliano, dove è già iniziata la corsa, molto agguerrita e affollata di pretendenti, verso le elezioni amministrative del 6 e 7 giugno.

Classe 1944, il passato di Guazzaloca è ben noto: da una famiglia che gestiva una macelleria, dove ha cominciato a lavorare da giovanissimo, la sua scalata si è estesa alle posizioni di maggior prestigio in città fino a realizzare il sogno di diventare sindaco di Bologna: la permanenza a Palazzo D'Accursio è iniziata nel 1999 e terminata nel 2004.

«Bologna – spiega Guazzaloca – è stata lasciata a sé stessa: non si è governato nessun processo, non è stato messo in campo nessun progetto». L'ex primo cittadino fotografa così l'effetto sulle Due Torri dell'amministrazione Cofferati, ma confida nel «dna fantastico» della città, base di partenza per una ripresa immediata e un altrettanto rapido cambio di marcia.

Di fronte allo sbandamento vissuto negli ultimi cinque anni Guazzaloca ha già una sua personale ricetta: «Un'amministrazione non deve solo essere luogo ragionieristico dove si fanno rispettare le regole ma anche un luogo di stimolo, che metta in moto dei meccanismi virtuosi», che solleciti le imprese e le loro attività industriali e commerciali, che crei condizioni per la competizione anche nel campo della cultura. «Scoprire adesso che l'amministrazione Cofferati non è stata efficiente mi sembra una cosa colpevole».

E proprio di cultura si dovrà occupare il prossimo sindaco di Bologna, alle prese con un ruolo di secondo piano della città e una ridotta affluenza di pubblico nei templi cittadini della lirica e del teatro. La loro valorizzazione, chiarisce il numero uno de La Tua Bologna, costituisce «un grande volano culturale ma anche economico, che dà possibilità di lavoro ai giovani». Non sarà però questa l'unica preoccupazione del futuro sindaco: a richiedere interventi immediati saranno infatti anche l'urbanistica, l'edilizia, l'università, la sicurezza e le infrastrutture. Il nuovo inquilino di Palazzo D'Accursio di certo non avrà molto tempo libero.

(alessio aymone)2009-03-25 11:48:37
Fonte foto: (ami)

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