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LA MANIFESTAZIONE IN PROGRAMMA DAVANTI ALL'EX MINISTERO DELLA SALUTE

Sanità, precari in piazza a Roma

I lavoratori dell'Istituto superiore di sanità manifestano contro la norma ammazza-precari

I lavoratori precari dell'Istituto superiore di sanità si sono dati appuntamento questa mattina a Roma davanti all'ex ministero della salute per dire no ad anni di lavoro precario e contestare gli effetti della norma ammazza-precari del ministro Brunetta. Argentini, della segreteria nazionale Usi-Rdb Ricerca: «Portiamo in piazza il danno che i cittadini avranno se le centinaia di precari dell'Istituto saranno cacciati».

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Vogliono dire basta ad anni di lavoro precario, resi oggi ancora più instabili dai provvedimenti del ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta. Per questa ragione i lavoratori precari dell’Istituto superiore di sanità (Iss) manifesteranno questa mattina alle 10.30 a Roma davanti all’ex ministero della Salute.

L’annuncio era stato dato ieri da Claudio Argentini, della segreteria nazionale Usi-Rdb Ricerca, che ha voluto far coincidere la protesta con una data simbolica: il 20 marzo «mancheranno infatti 100 giorni al 30 giugno 2009, data a partire dalla quale, secondo le norme delineate dal ministro Brunetta nel provvedimento ammazza-precari attualmente in Senato, saranno licenziati i precari del pubblico impiego e perderanno i diritti alle stabilizzazioni ottenuti con le mobilitazioni dei lavoratori».

Argentini mette sul tavolo le cifre: l’Istituto superiore di sanità conta al momento 800 precari, fra cui 200 a tempo determinato in stabilizzazione, 150 a tempo determinato non in stabilizzazione, 250 con contratti a progetto e altri 200 circa con varie forme contrattuali pagate da enti esterni. La norma ammazza-precari voluta dal ministro della Funzione pubblica assesterebbe loro un duro colpo. «A bloccarsi – spiega Argentini – saranno attività che direttamente coinvolgono in Paese, come i controlli su vaccini e farmaci, sugli alimenti, sull’ambiente, sui presidi medico-sanitari. E ancora, gli albi su malattie rare e genetiche, la sorveglianza sulle malattie infettive, su quelle cardiovascolari, sulla tossicodipendenza. Colpita anche la ricerca pubblica sanitaria in generale, come quella sulle cellule staminali o sulla farmaco resistenza, o ambientale».

Per evitare questa prospettiva negativa i lavoratori precari chiedono al governo azioni precise e interventi di sostegno: «Un investimento sul futuro per assumere a tempo indeterminato chi è in stabilizzazione e un ulteriore fondo di 5 milioni di euro per convertire a tempo determinato gli attuali Co.co.co.». La manifestazione di oggi è dunque anche l’occasione per chiedere che «il ministro e i sottosegretari diano le risposte utili al Paese».

(alessio aymone - video:antonino marsala)2009-03-20 14:06:04

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