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I CITTADINI CHIEDONO INTERVENTI PIU' COORDINATI

Bologna, Mancuso: «Le ronde? Strumentali e razziste»

L'Assessore alla sicurezza del capoluogo emiliano dice no ai pattugliamenti

«Di ronde si parla spesso a sproposito». Libero Mancuso, Assessore alla sicurezza dell'amministrazione Cofferati, non crede nell'utilità dei pattugliamenti. Per l'ex magistrato di fronte a cittadini che reclamano sicurezza e vivibilità occorrono interventi più generali e coordinati. Intanto, a pochi mesi dalle elezioni amministrative per la scelta del dopo Cofferati, questi temi si apprestano ad animare il dibattito politico.

Mancano pochi mesi alla sfida elettorale bolognese che vedrà impegnati i candidati alla poltrona di sindaco e c'è da scommettere che quello della sicurezza in città sarà uno dei temi destinati ad animare il dibattito politico.

«I cittadini – spiega l'Assessore alla sicurezza del Comune di Bologna Libero Mancuso – chiedono con sempre maggiore forza sicurezza e vivibilità all'interno dei territori comunali». Una richiesta che, secondo il rappresentante della giunta Cofferati, non può essere soddisfatta con le ronde ma con interventi più mirati e coordinati, capaci di restituire decoro all'area urbana. Quello di Mancuso è dunque un no secco ai pattugliamenti, di qualunque natura essi siano, tornati alla ribalta dopo il caso di violenza sessuale ai danni di una adolescente in un parco alla periferia della città: rispetto alle iniziative prese dall'amministrazione comunale, puntualizza l'assessore, «si parla a sproposito di ronde, che nel nome richiamano un aspetto prettamente militaresco, di pattugliamento di militari in un territorio. Noi questo non l'abbiamo mai fatto e non lo faremo mai».

Di fronte a crimini di strada, per Mancuso «in forte diminuzione», e a casi di violenza e di abuso la proposta di ronde composte da cittadini volontari o da agenti delle forze dell'ordine in pensione torna puntualmente a occupare la scena politica e mediatica. Sotto le Due Torri la prima ronda è stata minacciata e poi organizzata dalla Lega Nord: era il dicembre 2006. Da quel momento in poi ogni schieramento se n'è appropriato fornendone una sua personale versione, con la conseguenza di strumentalizzare problemi reali e offuscare la drammatica contrapposizione fra una criminalità organizzata sempre più ricca e sofisticata e forze di polizia sempre più povere di uomini, mezzi e risorse.

«Il dibattito sulla sicurezza – conclude l'Assessore alla sicurezza – merita contenuti civili e culturali che oggi ancora non ha»: deve porre al centro della lotta alla criminalità l'esercizio della cittadinanza attiva e indurre le persone a uscire di casa, non a rinchiudersi fra le sue mura.

(alessio aymone)2009-03-19 11:03:28
Fonte foto: (ami)

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