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VIOLENZA SULLE DONNE

Bologna, viaggio nel parco dello stupro

Le reazioni e gli umori dei bolognesi dopo la violenza subita da una quindicenne

A pochi giorni dalla violenza subita da una ragazzina di 15 anni, il parco comunale di via Mattei teatro dell'orrore, alla periferia di Bologna, è quasi deserto. Non c'è voglia di parlare ma chi lo fa precisa che sotto le Due Torri non è il primo episodio. E c'è chi accusa: «La città è diventata negli anni più insicura».
- Combattere la cultura dello stupro: intervista ad Angela Romanin, operatrice della Casa delle donne di Bologna

A Bologna la giornata è scossa da un vento gelido. In via Mattei, alla periferia della città, dove pochi giorni fa una quindicenne è stata brutalmente stuprata, non c'è vita: il traffico scorre via veloce, mentre il parco comunale in cui è avvenuta la violenza è quasi disabitato.

Il viaggio attraverso gli umori e le reazioni dei bolognesi comincia qui. Le persone residenti nella zona hanno poca voglia di parlare, ma ci tengono a precisare che non si tratta del primo abuso sotto le Due Torri. La città ha già vissuto episodi di questo tipo, ma l'ultimo accaduto ai danni di un'adolescente ha avuto l'effetto di riaccendere i riflettori sul capoluogo emiliano. La critica ai mezzi di comunicazione di massa è unanime: televisione e giornali, secondo una moda tipicamente italiana, non hanno perso occasione di cavalcare la cronaca del momento, alimentando una più diffusa sensazione di paura e generando allarmismo nei cittadini. Nelle parole dei bolognesi c'è spazio anche per un giudizio sulla sicurezza in città, da tempo al centro della politica locale e dei dibattiti istituzionali che vedono in prima linea il sindaco Sergio Cofferati e la sua volontà di far rispettare la legge. E c'è da scommettere che il tema della sicurezza animerà la campagna elettorale delle prossime elezioni amministrative e le mosse degli attuali candidati alla poltrona di primo cittadino. Su questo fronte le opinioni sono divise fra chi reputa Bologna un luogo ancora tranquillo dove vivere e chi ne osserva, con il passare degli anni, il declino inarrestabile.

Intanto lunedì il Gip Bruno Perla ha convalidato l'arresto e disposto la custodia cautelare in carcere per Jamel Mohaib, il tunisino clandestino responsabile della violenza sessuale. Nel corso dell'interrogatorio del giudice l'uomo si è difeso dicendo di non aver violentato la ragazzina, ma di averle dato semplicemente due schiaffi dopo lo scoppio una lite. La versione è stata ritenuta inattendibile.

(alessio aymone) 2009-02-18 11:34:39
Fonte foto: (ami)

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