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TERRITORIO

L'occhio vigile della Protezione Civile

Frane, incendi, blackout. Come l'Emilia-Romagna è pronta ad affrontarli.

L'Italia alle prese con il maltempo. Demetrio Egidi, direttore della Protezione Civile dell'Emilia-Romagna, spiega come la regione si prepara a eventuali situazioni di emergenza. Ai rischi più tradizionali si aggiungono quelli di nuova natura: non solo terremoti, incendi e incidenti del comparto chimico ma anche ondate di calore, siccità, blackout e influenza aviaria. L'impegno della Protezione Civile è costante, ma Egidi avverte: «Azzerati i finanziamenti statali, più che dimezzati quelli regionali».


Programmi dettagliati di intervento, piani di prevenzione, sistemi di messa in sicurezza messi in campo grazie al coordinamento con governo, enti e comunità locali, assessorati, strutture tecniche e dipartimenti presenti sul territorio. L'occhio della Protezione Civile dell'Emilia-Romagna effettua un monitoraggio costante dei rischi che la regione corre potenzialmente in ogni momento in modo da essere sempre pronta ad affrontare episodi di emergenza e scenari di crisi.


Alle più tradizionali situazioni di pericolo si aggiungono quelle di nuova natura: ad aggiornare il quadro è il direttore della Protezione Civile locale Demetrio Egidi. Dunque, non soltanto gli incidenti boschivi, i rischi sismici, gli incidenti del comparto chimico e quelli legati al trasporto di sostanze pericolose, sia via terra che via mare, ma anche i drastici abbassamenti o innalzamenti della temperatura, la siccità, i blackout elettrici, l'influenza aviaria. «La globalizzazione e la circolazione delle merci e delle persone – spiega Egidi – favoriscono nuove situazioni impensabili sino a qualche anno fa». In aggiunta, la mutazione climatica, i cui segnali sono ogni giorno sempre più evidenti, ha dato vita a fenomeni impulsivi cui è seguita un aumento della vulnerabilità del territorio, alle prese con fiumi, frane e smottamenti.


Un impegno costante, quello della Protezione Civile, che necessita inevitabilmente di un supporto economico. «In questi ultimi due anni – avverte Egidi – c'è stata una grave inversione di tendenza sul piano dell'impegno politico-finanziario. Su questo fronte sono stati azzerati i finanziamenti statali, mentre sono stati più che dimezzati quelli regionali». Il risultato è che a una crescita delle situazioni di rischio corrisponde una diminuzione delle risorse. E i miracoli, lascia ironicamente intendere Egidi, non sono gratis.


 

(alessio aymone)2009-02-06 15:24:09
Fonte foto: (ami)

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