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CASO ENGLARO

Flamigni: «Nessun rispetto per la famiglia Englaro»

Dura reazione del membro del Comitato Nazionale di Bioetica

Il professor Carlo Flamigni teme la normativa che sarà decisa in Parlamento su alimentazione e idratazione forzate e avverte: «Ci sono prove che Eluana non voleva essere trattata in queste condizioni». Intervista al membro del Comitato nazionale di bioetica: «isteriche» le reazioni di chi ha cercato di ostacolare la partenza dell'ambulanza diretta alla clinica di Udine.

«Incapacità palese di rispettare la famiglia Englaro». Secondo Carlo Flamigni, ordinario di Ostetricia e Ginecologia all'Università di Bologna e membro del Comitato Nazionale per la Bioetica (CBN), è questo l'aspetto più triste della vicenda di Eluana, la giovane di Lecco in coma da diciassette anni e ora trasferita in una casa di cura friulana, dove forse entro il fine settimana le sarà sospesa l'alimentazione che la tiene in vita.

Flamigni non condivide veglie, appelli e sit-in messi in campo prima per impedire il trasferimento della ragazza, poi per dire no al distacco delle macchine. La convinzione è che si sia giunti allo stadio finale di una diatriba che si trascina da anni: «Fermare quello che sta accadendo a Udine a questo punto è impossibile», sostiene il membro del Comitato di bioetica, definendo «isteriche» le reazioni di chi ha cercato di ostacolare la partenza dell'ambulanza diretta alla clinica “La Quiete” di Udine. Flamigni ribadisce il rifiuto di un accanimento ritenuto ingiustificato e spiega che un corpo nel quale non si riconosce più l'esistenza di una persona, cioè la capacità di relazione, quella di ricordare e prospettare la propria vita nel futuro, è «disabitato». «Questo accanimento per mantenere in vita un intestino che si muove o dei capelli che crescono sembra assurdo» e sfiora più la superstizione che la religione.

Sulla sorte di Eluana Englaro la politica italiana è in fermento. Fra invocazioni di un intervento immediato del Parlamento e richieste di un decreto urgente che fermi subito il caso, c'è spazio anche per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che su questioni così delicate si appella a una discussione pacata. Dal canto suo, Carlo Flamigni teme i risultati che potranno arrivare dall'attuale Parlamento e, in particolare, «la normativa che renderà obbligatorie l'alimentazione e l'idratazione forzate e questo va contro la logica, il consenso dei medici e i diritti individuali».

Foto: Comune di Bologna

(alessio aymone)2009-02-04 10:05:16
Fonte foto: (ami)

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