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VIOLENZA SULLE DONNE

Presidio delle donne davanti al Campidoglio

Un centinaio di donne hanno manifestato contro «l'ipocrisia delle istituzioni»

Ieri era prevista una seduta straordinaria del Consiglio Comunale per discutere una serie di provvedimenti speciali per la sicurezza delle donne. I coordinamenti di femministe e lesbiche hanno per questo motivo indetto un presidio. «Le istituzioni e i media ancora una volta - hanno detto le manifestanti - non hanno alcun ritegno nell'usare le donne che già subiscono violenza per parlare di altro e per distogliere l'attenzione dal fatto che la violenza contro le donne da sempre la compiono uomini - di qualunque nazionalità e classe sociale essi siano»

- SPECIALE. Magdalena la storia dimenticata

«La violenza contro le donne non dipende dal passaporto, la fanno gli uomini». Per questo la rete di coordinamento di  femministe e lesbiche di Roma ha deciso di convocare un presidio davanti al comune di Roma. Insieme a loro le universitarie dell'Onda e un gruppo di donne di Centocelle.


Ieri era prevista infatti una seduta straordinaria del consiglio comunale per discutere una serie di provvedimenti speciali per la "sicurezza" delle donne. Il pensiero delle manifestanti è chiaro: «Le istituzioni e i media ancora una volta non hanno alcun ritegno nell'usare le donne che già subiscono violenza per parlare di altro e per distogliere l'attenzione dal fatto che la violenza contro le donne da sempre la compiono uomini - di qualunque nazionalità e classe sociale essi siano».


Una delle intervistate ha spiegato che «Il problema della sicurezza riguarda tutte le donne, anche le migranti, per questo è importante partecipare alla manifestazione di sabato 31 contro il pacchetto sicurezza, un provvedimento che punta solo a criminalizzare gli immigrati e che mette in atto politiche securitarie volte a militarizzare la città e niente altro». «La politica e le istituzioni non hanno mai dedicato alcun “consiglio straordinario” al fatto che le donne in Italia nel 90% dei casi (dati Istat) subiscono violenze o vengono uccise da familiari, ex o conoscenti, perché vorrebbe dire ammettere che c'è un intero sistema sociale ed economico che sfrutta le donne e cerca di controllare le loro vite con la cultura dello stupro».


Foto di: Baruda

valeria morando2009-01-30 08:23:28
Fonte foto: (ami)

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