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Crisi. Berlusconi: «Non rinunciare ai consumi» Frenata sulle tredicesime

Intervenendo all'assemblea degli Industriali di Roma, Silvio Berlusconi continua nel suo forcing dell'ottimismo, nel giorno in cui tutti i principali istituti economici e di statistica italiani (Isae e Istat), nonché l'Osce, pubblicano rapporti e rilevazioni che fotografano un'Italia in recessione con la fiducia dei suoi abitanti ai minimi storici. Il premier ha annunciato anche altre misure all'indomani dell'incontro con le parti sociali. Verranno stanziati 16,6 miliardi di euro per le infrastrutture e resa strutturale la detassazione dei premi di produttività. Il presidente del consiglio allontana un intervento sulle tredicesime: «Difficile, i nostri bilanci non ce lo permettono». Sulla maggiore flessibilità di Maastricht invocata da Sarkozy e Merkel: «Non ne approfitteremo, dobbiamo ridurre il deficit da soli».

Nel giorno in cui tutti i principali istituti economici e di statistica italiani (Isae e Istat) nonché l'Osce pubblicano rapporti e rilevazioni che fotografano un'Italia in recessione con la fiducia dei sui abitanti ai minimi storici, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi continua nel suo forcing dell'ottimismo. «Non ho mai visto nessun pessimista arrivare a conseguire dei buoni risultati» ha affermato il premier intervenendo all'assemblea degli Industriali di Roma. Rivolgendosi dunque alla platea ed al suo presidente, Aurelio Regina, Berlusconi ha detto di essere stato contagiato dall'ottimismo delle sue parole: «Ne ho beneficiato io così come i ministri che mi hanno accompagnato e spero che questo ottimismo sia condiviso da tutti gli imprenditori. Ricordatevi - ha aggiunto ancora - che al governo c'è un imprenditore e a voi imprenditori dico che con l'ottimismo e la buona volontà che ci contraddistingue possiamo portare fuori il paese da questa congiuntura».

Nel corso del suo intervento però Berlusconi è tornato sulle misure anti-crisi messe in campo dal governo e annunciate all'indomani della riunione di ieri sera con le parti sociali. Tra le misure di supporto alle famiglie, il Governo sta elaborando strumenti normativi per «trasformare le possibilità di mantenere» stabile la rata di mutui a tasso variabile «in un diritto di chi ha assunto il mutuo».

«Ieri ho avuto risposte positive dai miei interlocutori. Ho segnato degli appunti, prendendo in considerazione di suggerimenti e spiegando che ci saranno aiuti per le imprese e le famiglie» ha sottolineato Silvio Berlusconi, aggiungendo che «tutte le misure a favore delle imprese e delle famiglie ad opera del governo non potranno risolvere la situazione: il segreto contro la crisi sta tutto nel creare un'atmosfera, nel mantenere gli stili di vita di prima e gli stessi livelli di consumo».

E' questo il nocciolo del discorso del Cavaliere che continua a pensare che «se non si mantiene la stessa volontà di consumare e i cittadini verranno presi dalla paura, e contraggono le loro spese, le imprese entrano in difficoltà e ci si avvita nella crisi».

Poi, come suo solito Berlusconi, non ha mancato di annunciare un provvedimento: «Vi annuncio che al prossimo Cipe stanzieremo 16,6 miliardi di euro per le infrastrutture. Serve un nuovo piano infrastrutturale». Grandi opere dunque, anche se non è stato ancora reso noto dove verranno trovati i fondi per realizzare tutto ciò anche perchè è lo stesso presidente del Consiglio a mettere in evidenza che «abbiamo ereditato il più alto debito dei Paesi europei e cioè il 106%. Siamo in una situazione più negativa rispetto a quella europea, non si dovrebbe dire ora ma credo che si debba tener conto nel considerarla l'eredità che ha ricevuto il nostro governo da quello precedente. Tra le difficoltà abbiamo ad esempio il fatto che i nostri prodotti hanno avuto un calo della convenienza pari al 50%. La situazione è un pò migliorata ma subiamo la concorrenza di paesi come l'India dove il costo del lavoro è molto più basso. Questa condizione difficile è comune a tutti i Paesi europei ma noi abbiamo da fare i conti con qualcosa in più, e cioè con il debito ereditato».

Infrastrutture e riduzione del debito dunque ma anche misure a favore delle imprese le quali, secondo il premier, potranno godere di una nuova misura dell'esecutivo: «Abbiamo deciso di rendere strutturale la detassazione dei premi di produttività». «In questo modo – ha proseguito Berlusconi - l'azienda potrà decidere degli aumenti legati all'impegno dei suoi collaboratori. E questo incremento graverà sulla retribuzione non più al 46% ma al 10%. Così si passerà da una contrattazione nazionale ad una contrattazione aziendale». Tra le altre misure decise Berlusconi sottolinea la volontà «di detrarre punti Irap dall'Ires. Inoltre - ha concluso - confermo la volontà di introdurre l'Iva di cassa al ricevimento della fattura».

E ieri sera Berlusconi, in una cena di lavoro a Palazzo Chigi con alcuni ministri, secondo quanto riportato da alcuni partecipanti, ha detto che l'Italia non approfitterà della flessibilità dei parametri di Maastricht invocata dal presidente francese, Nicolas Sarkozy, e dalla cancelliera tedesca, Angela Merkel. «Non intendiamo approfittare della maggiore flessibilità perché il debito va ridotto indipendentemente da Maastricht perchè dobbiamo scendere sotto il 100% del pil per avere la certezza di collocare i nostri titoli del debito pubblico a tassi non superiori a quelli di altri Paesi», ha affermato il premier ricordando che la flessibilità «è peraltro già contenuta nelle norme del patto di stabilità» europeo.

Parlando delle misure anticrisi in fase di elaborazione, il premier ha poi affrontato la questione della detassazione delle tredicesime: l'intervento è giudicato «difficile, perché dai calcoli fatti ci risultano delle cifre non sostenibili dagli attuali bilanci».(ami)2008-11-26 08:51:46
Fonte foto: (ami)

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