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Pubblico impiego. Ennesima spaccatura Cgil e Rdb non firmano

Contratto chiuso per i quasi 190 mila dipendenti dei ministeri, che farà da apripista a tutti gli altri comparti del pubblico impiego. La trattativa è iniziata ieri nel pomeriggio all'Aran. Durante il negoziato erano emerse sostanziali divergenze tra le rappresentanze sindacali. L' intesa infatti è stata raggiunta da Cisl, Uil e Confsal, ma non dalla Cgil e dalle Rdb che non hanno neanche firmato il protocollo quadro raggiunto nei giorni scorsi a palazzo Chigi. Contraria anche la Fls-Cse.

Contratto in dirittura d'arrivo per i quasi 190 mila dipendenti dei ministeri, che farà da apripista a tutti gli altri comparti del pubblico impiego.

La trattativa è cominciato nel pomeriggio all'Aran e il negoziato ad oltranza al momento non sembra avere una data di scadenza. L'eventuale intesa dovrebbe essere sottoscritta da Cisl, Uil e Confsal, ma non dalla Cgil e dalle Rdb che non hanno neanche firmato il protocollo quadro raggiunto nei giorni scorsi a palazzo Chigi. Contraria anche la Fls-Cse.


L'aumento economico previsto è di 70 euro lorde a regime per il biennio 2008-2009 (60 euro sul tabellare e 10 sul salario accessorio per la produttività). A tale cifra si aggiunge un aumento di 8 euro che rappresenta una coda del precedente contratto. È previsto anche il recupero entro giugno 2009 dei tagli ai fondi unici di amministrazione. Si riconferma l'impegno a recuperare anche le risorse dei fondi unici di amministrazione di leggi speciali sempre per premiare la produttività e utilizzando i risparmi aggiuntivi dovuti a processi di razionalizzazione e riduzione dei costi di funzionamento dell'amministrazione.

Il presidente dell'Aran, Massimo Massella Ducci Teri, ha confermato che si sta «lavorando alacremente» ed ha auspicato «di poter giungere ad una intesa prima possibile». Per il segretario generale della Uil-Pa, Salvatore Bosco, ci potrebbero essere le condizioni «per arrivare ad una intesa purchè non ci siano modifiche sostanziali alla parte normativa su ruolo e materie di competenza della contrattazione integrativa. Chiediamo inoltre - ha aggiunto - che l'accordo a Palazzo Chigi faccia parte integrante del contratto e in particolare la garanzia che le somme tagliate dalla manovra economica (circa 700 milioni) sui fondi della produttività siano integralmente restituite alle amministrazioni».

La Fp-Cgil con il segretario nazionale Alfredo Garzi ribadisce la valutazione negativa alla proposta dell'Aran perchè «riprende il protocollo di Palazzo Chigi del 30 ottobre: l'incremento resta fermo al 3,2% distanti, quindi, dall'inflazione reale, e non c'è certezza sul recupero del salario accessorio tanto che nel testo si rimanda a successive leggi». Garzi sottolinea anche il fatto che nella proposta «è prevista l'indennità di vacanza contrattuale per il biennio 2010-2011 e ciò manifesta l'intenzione di non fare il prossimo contratto a scadenza naturale. Ma anche sulla parte normativa non c'è alcuna proposta coraggiosa. Non c'è - ha insistito - nessuna novità annunciata pomposamente dal ministro Brunetta perchè si riconferma di fatto quanto unitariamente previsto nel contratto precedente nè ci sono i possibili miglioramenti del memorandum Prodi». Giudizio negativo anche dal segretario generale della Flp-Csl, Marco Carlomagno, perchè «non è previsto il recupero dei tagli sul salario accessorio e si cancella la contrattazione sull'assegnazione dei fondi negli uffici»(giovanni malagisi, valeria morando)2008-11-13 10:50:04
Fonte foto: (ami)

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