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Precari. I ricercatori non sono d'accordo con l'emendamento del ministro Brunetta

L'emendamento “ammazza precari” del ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, torna in discussione al Parlamento, e nel pomeriggio di oggi, davanti a palazzo Vidoni sede del Dipartimento della funzione pubblica, hanno protestato i ricercatori precari delle università e degli enti di ricerca. Francesco Sinopoli (Flc-Cgil): «Le parole del ministro Brunetta che annuncia dalle pagine dei giornali che vuole mandare a casa un terzo dei precari della ricerca si commentano da sole». La protesta continua domani davanti a palazzo di Montecitorio

Nella Finanziaria 2009 del governo Berlusconi, evidenziano i sindacati, c'è un «emendamento nel quale si sopprimono le disposizioni del comma 519 della L. n. 296 (finanziaria 2007) e di tutte le misure normative successive finalizzate alla stabilizzazione del precariato pubblico, dalla cui permanenza dipendono, invece, le speranze di mantenimento in servizio e di futura stabilizzazione di migliaia e migliaia di lavoratori precari pubblici».

«Le parole del ministro Brunetta che annuncia dalle pagine dei giornali che vuole mandare a casa un terzo dei precari della ricerca si commentano da sole». Afferma Francesco Sinopoli della Flc-Cgil.
«Brunetta - ha proseguito Sinopoli - omette di ricordare che i precari sono circa 10 mila, alcuni dei quali hanno diritto alla stabilizzazione, altri che possono accedere ai concorsi».
La ricerca è un settore centrale per lo sviluppo del nostro Paese, ma con l'emendamento Brunetta, ha concluso l'esponete della Cgil «non è in gioco solo la stabilizzazione dei precari, ma il futuro della ricerca in Italia»(michele imperio)2008-10-14 16:51:28
Fonte foto: (ami)

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