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Precari. Ieri sciopero nazionale per i lavoratori dei call center. In piazza a Roma per la 'buona occupazione'

Scioperano i lavoratori dei call center per la 'stabilizzazione e maggiori controlli ispettivi'. Contemporaneamente si riunisce l'assemblea nazionale precari del settore pubblico e privato. L'autunno caldo è già cominciato e i lavoratori organizzano lo sciopero generale previsto per il prossimo 17 ottobre (video). Ascolta l'intervista a Luciano Gallino, professore ordinario di Sociologia presso la Facoltà di Scienze della Formazione di Torino, autore del saggio 'Lavoro flessibile = vite precarie?'.

Sciopero di tutti i lavoratori delle telecomunicazioni. Il popolo dei precari si mobilita «a difesa della buona occupazione, contro il dumping delle imprese più scorrette, per maggiori controlli ispettivi, per una maggiore responsabilità dei committenti e per la stabilizzazione dei lavoratori precari ancora presenti nel settore».

La manifestazione di ieri

Alle 10,30 in piazza della Repubblica, convergono i precari dei Call Center per una manifestazione indetta dalle categorie nazionali Slc Cgil - Fistel Cisl- Uilcom. «L'indebolimento dell'attività ispettiva, il riproporsi di meccanismi di gara al massimo ribasso, e la stasi degli strumenti di monitoraggio precedentemente attivati presso il Ministero del Lavoro, rischiano di rafforzare comportamenti irresponsabili e sleali da parte di numerosi imprenditori del settore», affermano i confederali in una nota unitaria firmata da Gabriele Mazzariello e Cecilia Taranto della Cgil di Roma e Lazio, Paolo Rigucci della Cisl di Roma e Franco Dore della Uil Roma. «L'altro grave rischio – proseguono – è poi quello che si produca il dumping contrattuale, scaricando così ulteriori problemi sui lavoratori stabilizzati, che sono ad oggi circa 8.000, mentre i call center che hanno chiuso gli accordi rappresentano solo il 10% del totale delle aziende presenti nel territorio. L'importante presenza di questo settore nella nostra realtà deve invece essere occasione di lavoro sicuro e garantito per migliaia di giovani».
Per questa ragione i confederali del settore richiedono con forza al governo che la data di scadenza indicata del decreto millepropoghe rimanga il 30 settembre per la conclusione degli accordi per le stabilizzazioni dei lavoratori.

Nel frattempo a poca distanza dal luogo del concentramento, in via Cavour presso il centro Congressi, si tiene l'assemblea nazionale dei precari a cui aderiscono lavoratori sia del settore pubblico - hanno già dato la loro adesione Sanità, Enti Locali, Università e Ricerca, Vigili del Fuoco, Croce Rossa, Scuola - che del lavoro privato come Poste, Rai, SKY, Alitalia, editoria e telecomunicazioni, senza tralasciare il settore degli esternalizzati e dei lavori socialmente utili. Obiettivo dell'incontro riportare all'attenzione dell'agenda politica la questione precarietà, «'rimossa' dal centro destra come dal centro sinistra» ma soprattutto sarà il momento per costruire lo sciopero generale previsto per il 17 ottobre prossimo.

In particolare viene messo sotto accusa il decreto legge 112 con cui il governo avrebbe «provveduto al blocco delle stabilizzazioni di oltre 200.000 precari della Pubblica Amministrazione e all'introduzione di norme anti-precari che bloccano ogni speranza di trasformazione a tempo indeterminato di centinaia di migliaia di lavoratori precari anche nel privato».(sara sartori - immagini: enrica laneri)2008-09-20 09:10:19
Fonte foto: (ami)

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