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Fs. Licenziato macchinista Dante De Angelis

Dante De Angelis (nella foto), macchinista in forza al deposito locomotive di Roma S. Lorenzo, è stato licenziato il giorno di ferragosto per le sue dichiarazioni pubbliche in merito all'Eurostar spezzatosi a Milano, il 14 luglio scorso . L'Agenzia (ami) ha sentito Roberto De Paolis, Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (Rls) dei macchinisti del trasporto regionale Emilia Romagna. Ascolta l'audio
- Le reazioni dei sindacati - Le reazioni politiche - De Angelis e Ferrovie dello Stato

E' la rivista storica dei macchinisti “Ancora in Marcia!” a darne notizia: «È stato licenziato il giorno di ferragosto – si legge - il macchinista e Rls (ndr: Rappresentante dei Lavoratori per la sicurezza), Dante De Angelis, solo per aver dichiarato pubblicamente quello che tutti pensiamo e cioè che lo spezzamento dei due Eurostar a Milano, il 14 e 22 luglio scorsi, è stato un incidente potenzialmente molto pericoloso e un campanello d'allarme che pone con forza all'attenzione di tutti la questione della manutenzione, della progettazione e dei controlli sugli ETR». «Siamo di fronte ad un vero e proprio accanimento personale nei confronti di chi si occupa di sicurezza: De Angelis, infatti, nel 2006 aveva subito un analogo provvedimento, poi ritirato dalle FS sempre per la sua attività sindacale durante la vertenza dei macchinisti contro il pedale dell'Uomo Morto (ndr: Vacma). Un altro gesto gravissimo - spiega la nota della rivista - e un attacco frontale alla sicurezza e ai delegati che svolgono con incisività il loro ruolo, finalizzato a cucire la bocca a tutti su una questione di interesse generale quale è la sicurezza dei viaggiatori. A fronte del silenzio mantenuto per giorni dalle FS su quell'episodio, le preoccupazioni espresse da De Angelis – continua la rivista - sono da considerare innanzitutto come l'adempimento di un dovere nei confronti dei lavoratori e degli utenti del treno. Allontanarlo fisicamente dal lavoro proprio il giorno di ferragosto, senza neanche avergli consegnato la lettera di licenziamento e minacciando il ricorso alla forza pubblica, è stato soltanto un ulteriore crudele e gratuito gesto di arroganza aziendale». La nota dei ferrovieri conclude dicendo: «Questo licenziamento rappresenta, inoltre, anche una sfida al sindacato che segue di pochi giorni l'ingiusto licenziamento degli otto operai delle officine di Genova. Il licenziamento di De Angelis alla luce di tutto ciò assume i contorni di una sorta di rivalsa da parte dei massimi dirigenti Fs sottoposti a procedimenti penali proprio a seguito delle denunce dei Rls». Immediatamente arriva il comunicato dell'Assemblea Nazionale Ferrovieri che dice: «L'aver esercitato il diritto di critica ed il ruolo di scrupoloso Rls è costato, ancora una volta, il posto di lavoro a Dante De Angelis, macchinista in forza al deposito locomotive di Roma S. Lorenzo». Il comunicato prosegue ribadendo che «sulle cause degli spezzamenti degli Eurostar avvenuti a Milano con i due etr 500 indagano intanto le procure di Milano e Torino, con particolare riferimento agli organi di aggancio, mentre l’azienda aveva scaricato tutta la colpa sui macchinisti “rei” di aver lasciato inserito l’apparecchiatura Scmt (ndr: Sistema Controllo Marcia Treni); ma che ci sia un problema di manutenzione è evidente a tutti, poiché è inammissibile che i treni si spezzino a seguito di una frenatura d’emergenza, anche indebita, comandata dall’apparecchiatura Scmt». Il comunicato ricorda quindi che questo licenziamento arriva dopo gli «8 licenziamenti di Genova ai danni di operai che avevano già terminato l'attività di manutenzione programmata» e segnala, che in questo modo, «il gruppo dirigente delle Fs Spa apre uno scontro senza precedenti contro i lavoratori delle FS, ai quali si chiede di tacere anche quando, nel ruolo di Rls, hanno l'obbligo di segnalare ogni possibile elemento di rischio che possa pregiudicare la sicurezza dei lavoratori, dei treni e dei cittadini che ogni giorno li usano con fiducia». L'assemblea dei Ferrovieri sottolinea come vi siano «gravi elementi che inducono a pensare che questo licenziamento si frutto di un particolare accanimento e di una vera e propria persecuzione, quasi una vendetta personale, da parte dei massimi dirigenti fs sottoposti a procedimenti penali proprio a seguito delle denunce dei Rls».

(francesca clementoni)2008-08-18 14:52:24
Fonte foto: (ami)

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